Museo Chiericati e Fondazione Roi

L’intervento di Barbara Ceschi a Santa Croce nel corso della protesta di sabato con l’associazione di don Torta, mi suggerisce qualche considerazione. La signora, per chi non lo sapesse, è la nipote del defunto marchese Roi ed è la socia della Banca Popolare che ha preso la parola nel corso dell’ultima assemblea della nostro Istituto vicentino. In quell’occasione si espresse con parole dure nei riguardi del CdA della Fondazione. Se ricordate, tempo fa il presidente Zonin mise a disposizione le sue dimissioni e i vertici attuali della Popolare apprezzarono l’iniziativa…

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È ora di scoperchiare il nostro Vaso di Pandora!

Riporto da VVOX, che a sua volta riprende la dichiarazione dal Mattino, quanto ha affermato il Presidente della Banca Popolare di Vicenza, dott. Stefano Dolcetta, rispondendo ad una precisa domanda:” Per intraprendere l’azione di responsabilità servono fatti concreti, reali, acclarati, altrimenti il rischio è solo di andare incontro a costi rilevanti. Se ci fossero fatti concreti procedere sarebbe dovere del presidente, qualunque presidente. A me non risultano fatti di questo genere. Posso capire la spinta e gli umori degli azionisti, ma servono calma e razionalità”. Fare della ironia sarebbe perfino…

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Chiarire il ruolo di BpV, e del suo Presidente, nella Fondazione Roi

  Il professor Mario Giulianati, profondo conoscitore della politica culturale di questa città, ha già aperto su questo blog il tema della Fondazione Boso-Roi indicando con chiarezza la necessità di approfondire alcuni aspetti della sua gestione che, in qualche modo, sono stati condizionati dalle note e non entusiasmanti vicende della Banca Popolare di Vicenza. Poiché la Fondazione fu creata per la valorizzazione del sistema museale del Comune di Vicenza, credo sia urgente che il Sindaco e gli amministratori competenti si impegnino a chiarire bene i punti che richiamerò qui sinteticamente.…

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La Fondazione Boso Roi oggi

  Il dott. Giuseppe Roi, Boso Roi, il marchese Roi, e per quanto mi senta un repubblicano fino alla punta dei capelli devo dire che il titolo nobiliare, al di là delle ereditarietà, se lo meritava tutto. Boso Roi si era guadagnato il diritto morale di portarlo perché l’ha sempre fatto da gentiluomo e da galantuomo. Ha onorato la nostra città, ed è stato un mecenate generoso e intelligente, ha protetto le arti e la cultura ed ha rispettato gli altri, la gente, quella importante e quella semplice. Direi in…

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