Scandalo Veneto Banca: lo shopping dei vertici per l’arte a prezzi gonfiati

Pubblichiamo un articolo di Giampaolo Visetti apparso su La Repubblica  “Amore e Psiche”, gesso di Antonio Canova, studio per il capolavoro in marmo oggi al Louvre: prezzo pagato 575mila euro, quotazione tra 41 e 69mila euro. Differenza: tra 534 e 506mila euro. Soldi buttati dalla banca, ossia dai suoi clienti. Una domanda affligge i 205mila veneti che si erano affidati a Veneto Banca e alla Popolare di Vicenza, a un passo dal fallimento e schiacciate da 15miliardi di perdite: i manager travolti erano solo inadeguati alle responsabilità finanziarie, oppure erano…

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L’impegno di volontari per la sicurezza nelle strade

Il problema della sicurezza dei cittadini è sempre più vissuto dai nostri concittadini come una emergenza. Che alcuni dati dimostrino il calo statistico di eventi delittuosi non tranquillizza affatto per varie ragioni. Prima di tutto lo scoraggiamento della gente è tale che molti fatti non vengono neppure più denunciati. In secondo luogo, su un tema come questo la “percezione” è di per se stessa importante perché determina cambiamenti negli stili di vita. L’esempio che risalta subito alla mente è quello dei parchi cittadini. Un tempo era normale attraversare Campo Marzo…

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Giubileo dei militari: le parole del Papa rendono giustizia

Pubblichiamo un interessante documento diffuso dalla Radio Vaticana in occasione del Giubileo dei militari. Le parole in esso espresse da Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, rendono giustizia agli operatori militari, rivalutando e mettendo in una giusta prospettiva l’impegno che il nostro Esercito, l’Arma dei Carabinieri e le altre organizzazioni militari svolgono sui vari teatri di guerra internazionali. Di seguito, pubblichiamo anche le significative parole di Mons. Santo Marcianò, arcivescovo ordinario militare per l’Italia, il quale parla del nuovo ruolo dei militari che…

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Europa: la perdita di identità religiosa e di valori

In più occasioni nel nostro blog abbiamo affrontato il tema del terrorismo di matrice islamica, cercando di metterne in luce le motivazioni e di individuare i nostri elementi di debolezza in un confronto che potrebbe essere per noi esistenziale. Alcuni, soprattutto nella Sinistra politica europea e nel mondo cattolico, tendono a negare una matrice religiosa a tali fenomeni e preferiscono attestarsi su una interpretazione cara ai marxisti di ogni tempo, secondo i quali sono solo le differenze nello sviluppo economico a determinare le azioni conflittuali tra gli esseri umani. Proprio…

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Sicurezza dei Cittadini, come oliare una Giustizia lenta e tollerante

Sicurezza dei cittadini: migliorare le norme sulla legittima difesa potenziare gli apparati di sicurezza dotare le Forze dell’Ordine di poteri reali e di mezzi moderni concretizzare il principio di certezza della pena La questione della “legittima difesa” è oggi al centro di un dibattito importante sospinto dalla percezione di insicurezza diffusa tra i cittadini a seguito del ripetersi di fatti inquietanti. Alla criminalità autoctona si è aggiunta una quota numerosa e agguerrita di malavita importata. Inoltre, il clima di insicurezza viene alimentato da una Giustizia lenta, troppo tollerante con i…

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La sensazione di sicurezza è essenziale per il dialogo tra culture/2

Il tema sul quale PERVICENZA ha aperto una discussione è decisamente importante in questo momento storico. Vale quindi la pena di arricchire il confronto, precisando bene, a costo di apparire compulsivi, alcune questioni. Vorrei farlo rispondendo ad alcuni punti critici sollevati nel commento del lettore Mariano Berti. Siamo in guerra? Innanzitutto mi pare che il commento del lettore inizi con una contraddizione perché, da un lato, si definisce una falso problema la “denominazione di guerra o terrorismo” e, all’altro, si sostiene che il tipo di intervento dipende da come chiamiamo…

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La sensazione di sicurezza è essenziale per il dialogo tra le culture

Innanzitutto, mi congratulo con PERVICENZA per il dibattito che ha promosso in seguito al mio intervento del 31 marzo, titolato “Il dialogo con l’Islam moderato”, e che ha visto protagonisti Ubaldo Alifuoco e Paolo Menarin. Ovviamente, ognuno ha la sua parte di ragione. Vorrei subito togliere di mezzo un falso problema: si chiamino “guerra” o “terrorismo”, non cambiano né i fatti cui stiamo assistendo né la loro ferocia. Questi vanno bloccati. Il “come” dipende però anche dal nome con cui li classifichiamo e dalle ragioni che li generano. Se le…

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Il dialogo con l’Islam moderato

Ho letto l’articolo sul terrorismo islamico comparso su PERVICENZA come reazione ai recenti attentati a Bruxelles. E’ difficile non essere d’accordo, eppure alcune altre riflessioni sembrano possibili. Se “guerra” è, si tratta di una guerra diversa da quelle classiche; ma non perché colpisce senza distinzione militari o civili (uomini, donne, bambini). Su questo piano, Guernica, Dresda o Hiroshima sono state diverse solo nelle maggiori dimensioni dei morti. Pertanto, il termine “terrorismo” appare più appropriato. E veniamo a quelle che non sono assolutamente delle giustificazioni: il terrore va condannato e combattuto…

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È una guerra sporca, necessitiamo di maggiore sicurezza

Vorrei fare ancora qualche chiosa sul tema terrorismo sollecitato dalle considerazioni di Mariano Berti. Il terrorismo è una metodologia di violenza che caratterizza una guerra. Quella che ci coinvolge è una guerra vera e propria, perché ne ha tutti i requisiti: ha un soggetto che l’ha di fatto dichiarata contro una serie di paesi considerati nemici; ha degli obiettivi di conquista (territoriali, giuridici, religiosi, economici) ben precisi; viene condotta con mezzi e strategie militari. Questo soggetto che ci ha dichiarato guerra, non essendo in grado di schierare truppe consistenti e…

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Il coraggio e l’orgoglio di difenderci

Sul tema terrorismo un commento ancora: quello di Giancarlo Marinelli su Il Giornale Di Vicenza. Arrabbiato e lucido ci sembra utile riproporlo per chi non avesse avuto l’opportunità di leggerlo. Dopo l’11 settembre c’era la guerra preventiva: ti aggredisco prima che tu aggredisca me. Dopo Parigi e Bruxelles, abbiamo capito di saper combattere solo la guerra postuma. Dobbiamo aspettare che questi luridi assassini facciano saltare metro e aeroporto, per andare a perquisire i “quartieri sospetti” dove all’improvviso saltano fuori detonatori e mitraglie. Dobbiamo sperare in un ordigno inesploso, per risalire…

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