Amministrative Vicenza 2018 In Evidenza 

Perchè non posso votare i candidati nella lista del PD o nelle altre della coalizione


Egregio Signor B. G.(nome conosciuto), mi riferisco alla sua mail elettorale del 31.5 replicando con una mia opinione in merito a quanto mi chiede.

Premetto che accanto ai nomi riempitivi, le liste del candidato Dalla Rosa sono tutte guidate dai nominativi dell’amministrazione Variati in scadenza: assessori, consiglieri e altri soggetti legati per ruoli o altro. A confermare la “continuità”del candidato sindaco trovo impegnati Possamai e Bulgarini, e nella buca del suggeritore Variati.  Parlare di “discontinuità” rispetto al passato può convincere solo degli sprovveduti.

Ciò premesso, mi corre l’obbligo di riferirle che non posso votare né lei né altri che si sono candidati nella lista del PD o nelle altre quattro  della coalizione. I motivi? Ne illustro sinteticamente almeno un paio che, per me e non solo per me, sono determinanti:

  •  La Fondazione Roi:  un patrimonio di 100 milioni di euro donati dal mecenate Giuseppe Roi a Vicenza, da utilizzare per migliorare il sistema museale vicentino, viene depredato per oltre 30 milioni – presidente della Fondazione Gianni Zonin – per acquistare azioni BpVI e il fatiscente cinema Corso. Sono soldi dei vicentini, ma il Comune che è presente nel CdA della Fondazione e soprattutto Variati, amico di Zonin, non muove un dito per evitare il saccheggio. “Noi succubi dei poteri della città” ammette Bulgarini, confermando la sudditanza verso chi curava interessi di altro tipo rispetto a quelli pubblici.
  • Banca Popolare di Vicenza: i rapporti di Variati con Zonin e “l’amico Pippo” Zigliotto erano talmente stretti che cercare di criticarli ora, come tenterebbe  di  fare, diventa patetico. I vicentini si calcola che abbiano perso– direttamente o indirettamente –  qualche miliardo di euro dei loro risparmi. Gli effetti negativi  sull’economia della città sono enormi. Il sindaco Variati non poteva non sapere che la banca tesoriere del Comune veniva da anni valutata “spazzatura” dalle agenzie di  “rating”.

Queste due questioni rappresentano, per il sottoscritto, motivi estremamente validi per cercare un “cambiamento” nella gestione della città. Altri ancora ce ne sono. Mi limito a citare:

  • Il Parco della Pace, quell’immensa area verde agli estremi  margini della città. Il faraonico progetto presentato è una pericolosa polpetta avvelenata, costosissima, ingestibile, insicura che Variati/Dalla Rosa cercano di lasciare in eredità ai vicentini. Se non son riusciti a dare sicurezza a Campo Marzo, al parco delle Fornaci, al Giardino Salvi e altri luoghi pubblici…
  • L’incapacità di affrontare la sicurezza e il degrado della città, sia in centro che nelle periferie. Se è vero come è vero che  la qualità della vita di una comunità si misura innanzitutto dalla sensazione di sicurezza con cui i cittadini si possono muovere nei luoghi pubblici, allora Vicenza ha bisogno di ben altro che di “continuità”.

E qui mi fermo scusandomi per la franchezza con la quale ho affrontato il suo invito.
Auguri comunque per la sua carriera che appare bene avviata.                                                                Franco Dori

 

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