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Le conferenze stampa del centrosinistra sembrano l’orchestra del Titanic

“Sembra una coincidenza ma non lo è. E’ al contrario un freddo calcolo di chi non si rassegna al declino” – dichiara Francesco Rucco a commento delle numerose conferenze stampa organizzate in modo irrituale a pochi giorni dal voto – “Il comandante del Titanic, Achille Variati, vede la sua nave affondare mentre il direttore dell’orchestra un po’ stonata del Centrosinistra, Otello Dalla Rosa, continua a suonare ignorando quanto gli sta accadendo intorno.
Sono gli ultimi fuochi di una campagna elettorale condotta sull’equivoco della finta discontinuità con Variati, di un candidato progressista scortato da Bulgarini e Possamai ad ogni dichiarazione. Un candidato che ha vinto le primarie contro il Partito Democratico e contro Variati e il giorno dopo diventa il suo campione di continuità.
E pure non si può tacere rispetto alla mancanza di stile di Variati e compagni” – continua il candidato del centrodestra – “il sindaco uscente ha saputo mantenere una posizione istituzionale fino a pochi giorni fa, fino a quando non ha consentito il fiorire di conferenze stampa di membri della sua Giunta e candidati alle elezioni a pochi giorni dal voto in cerca di una finestra di visibilità prima del giudizio dei vicentini.
Scorretto Variati e scorretti Dalla Pozza, Bulgarini, Zanetti, Sala e tutti quelli che hanno approfittato del ruolo in cerca di qualche preferenza in più. Scorretti perché tutto quello che hanno dichiarato potevano farlo, per stile che non hanno,  prima dei trenta giorni di campagna elettorale formale, oppure potevano mandare il dirigente di turno a presenziare alle conferenze stampa.
Ma anche stavolta, il Centrosinistra ha elargito le sue lezioni di morale e di bon ton mancando per primo di praticarlo. Sia nei confronti degli avversari che nei riguardi dei tanti candidati della loro coalizione che non siedono nelle traballanti sedie della Giunta.
Variati poi” – conclude Rucco – “è il più colpevole di tutti perché la sua storia dovrebbe suggerirgli di censurare questi comportamenti e di dare il buon esempio, cosa che non fa perché aspetta gli ultimi giorni per fare il rendiconto dei suoi ultimi cinque anni quando poteva farlo un mese fa e dichiara che non si dimetterà da presidente dell’UPI anche se tra pochi giorni non sarà più nè sindaco nè presidente della Provincia. Si sveglia a poche ore dal voto per parlare alla città del prolungamento di via Aldo Moro come se non avesse mai avuto il tempo o l’occasione per farlo. Cerca il consenso dei risparmiatori truffati dalla Banca Popolare dichiarando, oggi, discutendo sulla costituzione come parte civile del Comune al processo BPV.
La domanda sorge spontanea, dov’era Variati nei mesi in cui si consumava il dramma della banca? Forse si stava rileggendo per la miliardesima volta i documenti del Fondo Immobiliare? O era troppo occupato a regalare la Fiera di Vicenza al PD romagnolo?
Achille è ai titoli di coda mentre il suo pupillo Bulgarini continua a presenziare alle conferenze stampa della cultura pensando che il tempo sia un concetto relativo. Potevano risparmiare a noi e alla Cittá questo patetico spettacolo di attaccamento patologico alla poltrona, ed è ormai chiaro che la disperazione fa perdere di vista l’importanza del ruolo istituzionale in favore dei trucchi da prestigiatore di Palazzo. Spero che gli elettori vedano il suo vero volto, quello di un calcolatore che non si rassegna ad accettare la fine di un ciclo. L’ansia da prestazione si sa, fa brutti scherzi.
L’orchestrina continua a suonare ma il 10 giugno sarà meglio che cerchi un salvagente”
Francesco Rucco
Candidato sindaco di Vicenza

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