Amministrative Vicenza 2018 In Evidenza 

Una  categoria di attori pubblici ha fatto (male) il suo tempo. Ora serve un cambiamento

Per anni abbiamo letto sui mass media locali e sentito, e visto, in TV, di come lentamente ma  inesorabilmente, la nostra  Vicenza, la bellissima città, subiva l’ingiuria del tempo  ma anche quella degli uomini.
Giorno dietro giorno, al di la delle straordinarietà di alcuni eventi che pur hanno colpito  la comunità vicentina  pesantemente (vedi l’alluvione del novembre 2010), la dissoluzione della Banca Popolare con la polverizzazione del nostro risparmio – eppure esistevano i sensori per capire e far capire cosa stava succedendo, ad iniziare dalla Fondazione Roi dove mancano alcune importanti risposte che l’amministrazione Variati avrebbe avuto il dovere di dare – ora più recentemente il fallimento  del CalcioLanerossi e varialtri  fattori hanno impoverito Vicenza.

Non  mi soffermo sulla scontata  negativa conclusione  della cessione dell’Ente Fiera, oppure  sulla ipotesi, fortunatamente  bloccata, del Fondo Immobiliare, ma penso aI nostri parchi e giardini trasformati in ricettacoli di spacciatori e  di violenza.
Alle nostre strade sconvolte da improvvisazioni viabilistiche che hanno generato difficoltà  e problematiche in continuo crescendo. Sono le stesse strade groviera la cui precaria manutenzione ha ingoiato le riserve economiche   della  Comunità.
Penso  ancora alle disavventure  degli edifici, privati e pubblici, fin’anche ai grandi importantissimi nostri monumenti, preda di  improvvisati maniaci della bottiglietta spray, ai graffettari irrispettosi e ai controlli  assenti.
Ai mendicanti che spuntano ovunque, anche a frotte, e i barboni che alloggiano, in ogni senso, ora  sulle scale della Basilica Palladiana, per il passato  sotto i portici di palazzo Angaran, ma anche altrove. S

i potrebbe continuare con la giostra dei cassonetti rigurgitanti gli avanzi di una città che non  si sente ne’ protetta ne’ guidata per far fronte alla maleducazione e anche a qualche disattenzione; con la straordinaria  invenzione di piste ciclabili su  marciapiedi  vietati, a tratti, ai pedoni; con una segnaletica  orizzontale  a volte addirittura invisibile; con un nobile teatro che ha  ospitato di tutto e di più, e anche di peggio; con le  strane luminarie  natalizie che trasformarono Corso Palladio in un luogo osé.
Potremmo continuare ricordando la Seriola, oppure l’Astichello, e perfino il Bacchiglione e il Retrone , con le “amene passeggiate lungo i fumi” mai realizzate e le nutrie ecc. ecc.

Sono dieci anni che il Centro Sinistra, con la guida  del PD, governa Vicenza e non gli è riuscito risolvere il problema della “insicurezza”dei vicentini che vivono nella quotidiana inquietudine; risolvere il problema  del “degrado” dell’ambiente nelle sue diverse componenti, un degrado che avvilisce la nostra città; risolvere il problema  della “viabilità e del traffico”  che coinvolge quotidianamente migliaia di cittadini, di studenti e lavoratori, di quanti hanno necessità di muoversi con fluidità; risolvere , e senza nemmeno affrontarlo seriamente, il problema  della “riqualificazione”del territorio ;  risolvere il problema  della “burocrazia” comunale, che pure  genera non poche  difficoltà a tantissimi vicentini; risolvere  o minimamente affrontare il problema dell’”arredo urbano” elemento fondamentale per una città d’autore; risolvere o comunque  affrontare concretamente il problema  del “disagio economico”di tante famiglie, il problema delle “nuove poverta’; risolvere il problema, non di poco conto, delle “strutture della cultura”, ad esempio la Bertoliana, l’Accademia Olimpica” la”Vigna” e tante altre  istituzioni culturali.

Non di solo grandi eventi vive la cultura di una città. Non  si tratta di discutere della figura di un candidato sindaco o di un altro. Sono dieci anni  che la città piano piano è stata impoverita, che il degrado avanza, e che la sicurezza  è una speranza. Non si dimostra  una autentica  volontà di cambiamento  senza voltar pagina radicalmente, ma usando solo   le parole e le grandi promesse.

Una  categoria di attori pubblici ha fatto il suo tempo. E lo ha utilizzato male
Serve veramente un cambiamento, un deciso e forte cambiamento per cercare di  recuperare il tempo perduto, riscattare questa  nostra bellissima città  dal’incuria e dalla improvvisazione.

Serve cambiare rotta, guardare avanti con coraggio e determinazione, senza però dimenticare la nostra storia, la nostra identità, la fatica dei nostri padri che hanno riconquistato per tutti noi una città distrutta dalle bombe e ci hanno riconsegnato una  Vicenza viva e vivace.
Di questo dobbiamo essere fieri e perciò  pagare il nostro debito.

Mario  Giulianati

 

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