Amministrazione Variati - Promesse disattese In Evidenza 

Avevo promesso la redazione del “Piano del Verde”

Pizzicotti all’amministrazione Variati dopo le sue Linee programmatiche 2013 – 2018.Seconda serie n. 3, la Vicenza del Piano del verde: fermo al 2013…

Di Mario Giulianati|   Riportato da VICENZA PIU’ il 24 aprile 2018- postato su Facebook il 25/4/2018

Ho tra le mani la delibera che propone al Consiglio Comunale (il 25/26 luglio 2013) le Linee programmatiche di mandato 2013-2018- Versione definitiva del 24.07.2013e mi soffermo sul capitolo relativo alla Pianificazione del verdeche recita: «Il tema del verde, inteso anche come “vuoto” nel sistema dei “pieni” del tessuto urbano, dovrà uscire dalla logica della puntiformità e dell’estemporaneità degli interventi, per essere declinato quale “sistema”, con soluzioni progettuali in grado di connettere parti diverse della città, esaltarne gli aspetti di fruizione e di tutela della biodiversità, e fungere da raccordo tra l’ambiente urbano e il territorio agricolo e collinare periurbano…». La delibera così prosegue: «Perciò, tra i primi obiettivi della nuova Amministrazione vi sarà la redazione del “Piano del Verde”, la cui bozza è già stata oggetto di esame nel corso del precedente mandato amministrativo, anche grazie alla collaborazione di Enti, Istituzioni ed Associazioni per la tutela del paesaggio e del verde. Come diretta conseguenza di tale atto, deriverà la necessità di procedere ad una revisione e riscrittura del “Regolamento per la tutela e la salvaguardia del verde pubblico e privato”, che possa contenere anche le norme oggi contenute nel Regolamento Edilizio e nel Regolamento di Polizia Urbana, e successivamente potranno essere stabilite norme vincolanti per i lavori pubblici e privati che impediscano di avere gravi conseguenze sul verde cittadino negli anni a venire a causa di errati comportamenti nello svolgimento di lavori su suolo pubblico.
Si proseguirà inoltre nella connessione tra le grandi aree verdi periurbane, oggi avviata grazie alla creazione del corridoio ecologico “Berici-Bacchiglione-Tesina”, nella pianificazione di nuovi “assi verdi” che colleghino il centro della città con le aree più esterne (come nel caso della cd “spina ovest”), nell’ampliamento – ove possibile anche in relazione alle risorse a disposizione dell’Amministrazione – delle aree di maggior pregio naturalistico, come l’Oasi di Casale, e nella realizzazione di nuove fasce boschive planiziali – in particolare nei pressi delle infrastrutture stradali maggiormente impattanti sul territorio – con la possibilità di recupero delle biomasse ai fini della produzione energetica…
».

Per quel che ne so non mi pare che il tanto “prioritario” Piano del Verde sia stato promulgato. Rimanendo in tema nemmeno mi risulta sia stato dato alcun corso a una discussione o a un confronto integrativi di quelli elaborati nel precedente mandato. Uno stop a una priorità dichiarata e votata in Consiglio Comunale. Eppure a ogni piè sospinto questa amministrazione parla e suona le campane sul suo impegno per la Vicenza verde. Forse, nonostante le dichiarazioni del sindaco, si potrebbe intendere una Vicenza al verde. A dispetto di tante chiacchiere il sistema del verde rimane frammentato e privo di riqualificazioni anche puntuali con aree attrezzate semidismesse e prive di ogni progettualità.

Certo, c’è sempre il Parco della Pace, ma a questo ci dedicheremo, specificatamente, in un altro momento. Non dimentico anche qualche momento positivo, ad esempio l’importante intervento di riqualificazione delle ex serre Cunico di Parco Querini che rientra nel Bando Periferie e i progetti rientranti nel bilancio partecipativo 2016 e 2017, la cui attuazione è tutta da verificare, ma, detto questo, il sistema dei parchi e del verde urbano rimane deficitario e precario. Senza nemmeno affrontare il problema dell’uso da parte dei vicentini degli spazi verdi, parchi compresi, in sicurezza, che non c’è. Il collegamento degli spazi verdi si è tradotto nella realizzazione di tratti riservati alla mobilità alternativa (vedi le piste ciclabili che sono, in diversi tratti, un esasperante frutto di una ardita fantasia).

Proseguo e leggo che “Come diretta conseguenza di tale atto (cioè del Piano del verde che non c’è) deriverà la necessità di procedere ad una revisione e riscrittura del “Regolamento per la tutela e la salvaguardia del verde pubblico e privato”. Ho cercato delle notizie in merito ma per quel che ne so il “regolamento” non è stato aggiornato e tanto meno riscritto e quindi è ancora vigente quello del 1996. Altra priorità lasciata nel cassetto. Mi faccio coraggio e chiudo annotando che, per quanto riguarda la connessione tra le grandi aree periurbane ecc., e gli assi verdi che colleghino il centro della città con le aree più esterne ecc. ecc, a parte qualche collegamento ciclabile verso Torri di Quartesolo e Quinto Vicentino ma pare proprio non sia stato fatto niente altro di quanto, con un linguaggio enfatico, era stato programmato.

Cinque anni or sono.

 

 

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