I Musei Civici di Vicenza

MUSEI CIVICI di VICENZA

Pinacoteca di Palazzo Chiericati

Museo del Risorgimento e della Resistenza di Villa Guiccioli

Museo Naturalistico e Archeologico di S. Corona

Una seria azione amministrativa di governo delle azioni e dei processi culturali passa soprattutto attraverso la valorizzazioni delle sedi museali cittadine che, nel caso di Vicenza, costituiscono per l’importanza delle raccolte conservate, una vera e propria unicità nel panorama museale italiano.

Questo patrimonio, singolare ed esclusivo, fa si che i Musei Civici di Vicenza siano, da sempre, fonte di interesse per migliaia di visitatori e punto di riferimento per tantissimi studiosi, e costituiscano un sistema potenzialmente ricco di offerte tipologicamente differenziate e rappresentative delle testimonianze, archeologiche, artistiche e storiche del nostro territorio.

Sono tre Istituzioni importanti, ciascuna con dignità e riconoscibilità in ambito nazionale, per le quali è doveroso ricordare che nessuna di queste è nata agevolmente e per caso, ma è posta sul profilo terminale di una serie di condizioni culturali e di un succedersi di volontà umane, alle quali forse nessuno ha mai assegnato la giusta ricompensa storica. Vicende da sempre intrecciate alla storia della città.

E’ logico quindi pensare che i Musei debbano divenire – in una prospettiva di revisione delle politiche culturali e turistiche della città – una realtà alla quale guardare con molta attenzione per mettere in moto quei meccanismi di interazione con gli altri volani del progresso civile e dell’innovazione.

Bisogna far capire, con una nuova immagine e credibilità delle Istituzioni museali, che non si tratta solo di rispettare un patrimonio o di assumere l’onere di proteggere una prestigiosa struttura, ma individuare, integrare e coordinare la proposta culturale nella vita della comunità vicentina e rendere così un servizio certamente diverso e sicuramente più ampio di quello finora espresso, molto attento agli aspetti numerici, (come se la bontà di una politica si misurasse dalla quantità), più che alla qualità del servizio.

La necessità di gestire in maniera intelligente il patrimonio culturale e professionale dei nostri Istituti, deve spingere alla creazione di un sistema museale in grado di affrontare le necessità conservative da un lato e le richieste sempre più interessate dell’utenza dall’altro, che richiedono la capacità di proposte sempre più qualificate, l’erogazione di servizi sempre più snelli e specializzati e un’offerta culturale dinamica e diversificata.

Il patrimonio delle raccolte museali deve essere visto come un valore di opportunità di crescita e non come un trofeo da esibire.

Risulta evidente quindi, come il cambiamento dell’impostazione da dare alla crescita dei Musei cittadini comporti una attenzione che presupponga una robusta proposizione  e una viva sensibilità per le esigenze culturali della comunità vicentina.

Necessita dunque un’attenta riflessione su tutta la struttura museale civica, all’interno della quale vi sono anche responsabilità di conservatoria dei civici monumenti: Basilica Palladiana, Teatro Olimpico e Chiesa di S. Corona. E, partendo dal presupposto che i nostri musei sviluppano attività di ricerca, di catalogazione, di consulenza scientifica, di restauro, di esposizione, di didattica…, essi devono essere messi in condizione di autogestirsi con propri poteri decisionali, oltre che di elaborazione di proposte culturali, certo nel rispetto delle linee generali dettate dall’Amministrazione, ma autonomamente progettate.

Il progetto di rilancio e riqualificazione dei Musei Civici, in corrispondenza a queste prospettive e nuove esigenze, deve passare necessariamente attraverso una riorganizzazione dell’intero settore Cultura del Comune, che collochi ogni singola istituzione museale al centro di una rete di più di ampio respiro, in una politica di integrazione dei servizi museali a livello nazionale, creando le condizioni di autonomia gestionale e scientifica di ogni museo e di adeguamento dei livelli di responsabilità, chiedendo  in cambio efficienza ed efficacia  per una allineamento a standard di servizio europei.

E dove soprattutto non possa più essere possibile che al vertice dell’organigramma del personale ci sia una figura dirigenziale con formazione e carriera amministrativa.

Share This Post

Post Comment