I Musei Civici di Vicenza non possono fare a meno del Prof. Villa?

musei-civici-vicenzaMa c’è bisogno del prof. Villa a Vicenza? I Musei Civici di Vicenza non possono proprio farne a meno?

Le domande sorgono spontanee poiché da quando Giovanni Carlo Federico Villa è sbarcato a Vicenza, attorno al Museo, e più in generale alle iniziative della Cultura, avvengono episodi  che fanno sorgere dei dubbi sulle scelte dell’Amministrazione comunale e in particolare del vicesindaco e assessore alla cultura Jacopo Bulgarini d’Elci.
Vediamo sinteticamente di ricordarne qualcuno.

La prima questione è la natura fumosa ed equivoca del suo incarico a Vicenza. Il Comune ha dei musei, e nell’organigramma dell’assessorato alla Cultura vi è sempre stato un direttore con le competenze adeguate. Dopo il pensionamento della dott.ssa Avagnina, l’ultima a ricoprire quell’incarico, pare che non vi sia stata una sostituzione con le competenze previste dalla legge. Il perché non lo si capisce ma, di sicuro, il nuovo direttore che figura nell’organigramma (basti verificare sul sito del Comune) è la dott.ssa Loretta Simoni, la quale proviene dalla carriera amministrativa e non da quella con le competenze scientifiche richieste per la Cultura e i musei. Per questa ragione, invece che far ricoprire quell’incarico da persona con i titoli corrispondenti, si è preferito rivolgersi al prof. Villa, e per incaricarlo lo si è definito di volta in volta come consulente, direttore tecnico o direttore onorario, inventando per lui un titolo che di fatto non esiste nel PEG (piano esecutivo di gestione) comunale.

Il prof. Villa sta anche ricoprendo un ruolo improprio nella Fondazione Roi. Infatti, lo Statuto prevede che nel Cda di tale Fondazione ci sia come membro di diritto il Direttore del Museo: il Direttore e non il consulente o il direttore onorario. Allora cosa ci è andato a fare Villa? Che decisioni ha avallato in nome del Comune? Come ha difeso (o non ha difeso) il patrimonio affidato dal Marchese Roi e destinato ai musei civici? Cosa ha eventualmente detto relativamente alla decisione del CdA di acquistare azioni della Banca Popolare di Vicenza per circa 30 milioni, andati in fumo quando il loro valore passò da oltre 62 euro a dieci centesimi per azione? Può dirci quale fu, se vi fu, la posizione sua (e quindi del Comune di Vicenza) quando la fondazione nata per sostenere il museo ha deciso di acquistare l’ex cinema Corso?

In pratica, il vice sindaco Bulgarini, in  accordo con il Presidente della Fondazione Zonin, aveva evidentemente escogitato la soluzione di far pagare Villa dalla Fondazione Roi per fargli assumere l’incarico di “direttore tecnico” (altra invenzione!) del Museo Chiericati.

Adesso il professore-consulente-direttore tecnico – direttore onorario è indagato per abuso d’ufficio in relazione ad un concorso per la nomina di un “istruttore direttivo” dei musei. Essendo lui stato nella commissione d’esame, la Guardia di Finanza e la Procura vogliono vederci chiaro dopo aver costatato che la vincitrice aveva lavorato presso la Fondazione Roi nella quale Villa è componente del Cda. Villa sostiene di non aver considerata l’ipotesi di trovarsi in conflitto d’interessi, e non possiamo certo contestargli nulla in proposito visto che di ciò si occuperà la Magistratura.

Tuttavia possiamo constatare che è l’ennesimo episodio di non cristallina chiarezza. E la presidente della Commissione giudicatrice, la dirigente in carica del settore Musei, e la dirigente del Personale, responsabile del servizio che ha sottoscritto la determina d’incarico, erano a conoscenza di questi fatti?

Per ultimo va ricordato che alla fine del 2013 il Consiglio comunale fu chiamato a votare la “Convenzione quadro con l’Università di Bergamo” per la valorizzazione del patrimonio artistico vicentino. In quella circostanza spuntò nuovamente il nome del prof. Giovanni Carlo Federico Villa come referente per l’attivazione. Onere per il Comune: massimo 40.000 euro l’anno per la durata di cinque anni. Dopo circa un anno, a seguito di una interrogazione del Gruppo 5 Stelle, si apprendeva che la convenzione non era mai stata attivata, per complicazioni amministrative (non precisate), e che al suo posto ci sarebbe stata un’altra soluzione.

Come si vede, il rapporto Comune – Bulgarini – Villa è nato e proseguito sotto una cattiva stella. Qualcuno, magari il Sindaco di Vicenza, ci spiegherà la motivazione di questa vicenda che ha condotto il Comune attraverso una strada impervia, fitta di equivoci e incongruenze.

Firme

  1. Giulianati Mario
  2. Menarin Dino
  3. Bressan Francesca
  4. Festa Roberto
  5. Baldo Italo
  6. Porelli Pio
  7. Torre Salvatore
  8. Pasetto Egidio
  9. Dori Franco
  10. Balbo Mario

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