Le preoccupazioni e la fretta dell’Assessora Cavalieri

Finalmente dopo due anni  di un  tormentone per la città, non certo per tutti i suoi amministratori, il Sindaco dott. Variati annuncia “Non ci sono le condizioni politiche per andare avanti.”

Il riferimento è al Fondo Immobiliare  dove  dovevano essere  inseriti alcune proprietà comunali, tra le quali il Palazzo degli Uffici, parte  degli edifici  dell’isola di Palazzo Trissino, i Padiglioni dell’ex Fiera  dei Giardini Salvi ec. ecc.

Dice ancora il Sindaco che bloccando il Fondo è stata persa l’occasione di cogliere questa  operazione  che […] rappresentava una grande opportunità per la nostra città fondata su quattro pilastri: una nuova caserma per la polizia locale, con annessi uffici, nell’area dell’ex Domenichelli da riqualificare; una nuova biblioteca in contra’ Riale per valorizzare quello che rappresenta il principale centro di aggregazione giovanile della città ed in particolare del centro storico; la trasformazione del vecchio e grigio palazzo degli Uffici in piazza Biade in un importante albergo nel cuore del centro storico; un grande parcheggio multipiano al servizio del centro al posto dell’ex tribunale di Santa Corona […].

Personalmente  ritengo che la decisione del Sindaco sia stato un gesto di saggezza. Per più motivi ma  un paio mi pare sia il caso di  evidenziarli. Più volte, nel corso  di questi 2 anni  i numeri riferiti al valore dell’affare (riferiti agli immobili da cedere, ai tempi progettazione  e  di attuazione degli immobili da costruire, alla formula della gestione operativa , ai reali costi e ai reali  utili, sempre che  ce ne fossero, ai tempi  della  chiusura reale sul piano finanziario della intera operazione) alla conoscenza  dei vicentini sono apparsi alquanto ballerini.

E questo dire e non dire, modificare le varie  indicazioni trasmesse tramite i mass media – fortuna che  ci sono – non aiuta  di sicuro a credere nella bontà della proposta stessa. Per quel che ne so l’informazione trasmessa alla città è stata più di chiacchiere che di documentazione reale.

Ritengo anche non solo il Consiglio Comunale doveva essere messo al corrente di ogni particolare in tempi reali, ma tutta la città che è la vera proprietaria degli immobili.

Il secondo punto che è risultato negativo è il fatto che ogni piè sospinto, esattamente come per la TAV, si  sottolineava la indispensabilità  di decidere in fretta. Una fretta che poi slittava, nel silenzio più totale della Amministrazione, di mesi, Cosa per nulla gradevole almeno per chi aveva a cuore il bene della città. Suscitava, magari senza gravi motivi, perplessità e questa generava a sua volta diffidenza.

La dott.ssa Michela Cavalieri, Assessore alle Risorse economiche e alle politiche del lavoro, in contemporanea con il Sindaco Variati, dichiara (Sito del Comune 07/12/2017Si trattava di un’occasione importante perché oltre 50 milioni di euro a disposizione ( da qualche parte  chissà perché ho trovato scritto  che si trattava di 80 milioni di euro, ma forse mi sono sbagliato) avrebbero creato sviluppo e posti di lavoro. Chi ha preso di mira il progetto parlando di operazione rischiosa e di finanza creativa, probabilmente non ha nemmeno letto le carte: mi sarei aspettata critiche dettate da posizioni più razionali e non preconcette. Stiamo parlando di un’operazione immobiliare, non finanziaria, e abbiamo lavorato due anni proprio per eliminare qualsiasi possibile rischio. Senza questa operazione, le prossime amministrazioni dovranno sostenere spese straordinarie quantificate dagli uffici in 15 milioni di euro in 18 anni per manutenzioni straordinarie su palazzi comunali in uso e altri due milioni di euro solo per puntellare le strutture abbandonate a rischio crollo”.

In quanto alle manutenzioni e alle strutture abbandonate a rischio crollo ci si potrebbe chiedere come mai sono tali da preoccupare così tanto la gentile Assessora. Eppure  la gestione Variati è in piedi da quasi dieci anni. E’ una affermazione che genera altra perplessità.

Ma vorrei rassicurarla su un particolare della sua troppo rapida dichiarazione. Ho studiato a lungo tutto l’argomento e le posso assicurare che tra testi  di giornali, di documenti e  di Istituzioni, altri relativi ai fondi stessi, penso di essere in possesso, e  assicuro l’Assessora  di averli lette attentamente e di averne parlato con competenti, di almeno 300 pagine di materiale vario.

In conclusione sono stato e sono del parere che sarebbe un bene che la vicenda si potesse concludere in questo modo. Potrei confutare anche altre sue affermazioni ma non ne vedo la necessità. La nuova  Amministrazione avrà  certamente il modo di riguardare a questo progetto. Mi auguro solamente che lo faccia  con  serena  ponderatezza e senza cedere al rito  della  fretta. Una fretta che, come ci narra un antico proverbio, fa nascere i gattini ciechi.

Mario Giulianati

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