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Dove sono finiti i beni di valore della Fondazione Roi?

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Già nel corso del 2016 un gruppo molto rappresentativo di cittadini vicentini firmò prima un esposto e poi un nuovo appello per chiedere alla Magistratura, oltre che al Sindaco, interventi opportuni per indagare su ciò che è accaduto dentro la Fondazione ROI dopo la morte del fondatore. Come è noto sono andati in fumo quasi 30 milioni di euro per un incredibile acquisto di azioni della Banca Popolare di Vicenza del presidente Zonin proprio nella fase in cui nessuno voleva acquistarle e tutti erano in fila per quella che si rivelò una impossibile vendita.

In quella fase giravano molte voci di amici del Marchese che parlavano di beni, importanti e di valore, lasciati alla Fondazione: quadri, collezioni varie e preziose, ecc. Oggi tali voci si sono materializzate in testimonianze di più persone, che furono a vario titolo vicine al mecenate vicentino. Per questa ragione, la Guardia di Finanza sta indagando.

In più occasioni, l’ultima in quella del ricambio del presidente e del Cda della Fondazione, abbiamo chiesto che si operasse un controllo sui beni partendo dall’inventario predisposto dal notaio all’atto della fondazione. Tale indagine dovrebbe essere molto semplice perché non stiamo parlando della Banca ma di una organizzazione nata in tempi relativamente recenti e con un numero di operazioni numericamente limitate nel corso della propria vita.

Ora pare di capire che non esiste inventario. È impossibile. Tale documento è fondamentale e senza di esso non si possono redigere gli atti connessi alla fondazione. I casi sono due: o effettivamente l’inventario non è stato redatto, e ciò comporta gravi responsabilità in carico al Cda e al Notaio (che deve averne copia), oppure esso è stato sottratto. In quest’ultimo caso, quando c’è stato il passaggio di consegne dal vecchio al nuovo presidente come si sono documentati i beni presenti in Fondazione? A tali domande vanno fornite risposte puntuali.

Un’ultima questione, quadri e collezioni di valore hanno una vita tracciabile. Sarebbe bene che chi ne è in possesso documentasse l’acquisizione di tali beni e i percorsi seguiti per ottenerli.

Ubaldo Alifuoco

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