Vicenza come Sodoma e Gomorra?

Ritrovo un testo di Benedetto XVI datato Roma, 18 maggio 2011, che parla della preghiera e nello specifico della preghiera che Abramo rivolge al Signore per le due città peccatrici, Sodoma e Gomorra. Il testo mi colpisce in alcuni parti. Dopo l’appello al Signore: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?» (vv. 23-25).”

E ancora «E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?»- Poi da cinquanta, i giusti, Abramo scende a 10 «Così, per l’intercessione di Abramo, Sodoma potrà essere salva, se in essa si troveranno anche solamente dieci innocenti“. Che non si troveranno e Sodoma perirà. Ed infine Papa Benedetto annota «Ma la misericordia di Dio nella storia del suo popolo si allarga ulteriormente. Se per salvare Sodoma servivano dieci giusti, il profeta Geremia dirà, a nome dell’Onnipotente, che basta un solo giusto per salvare Gerusalemme: “Percorrete le vie di Gerusalemme, osservate bene e informatevi, cercate nelle sue piazze se c’è un uomo che pratichi il diritto, e cerchi la fedeltà, e io la perdonerò“».
Ci si può chiedere cosa c’entri tutto questo con le amministrative del 2018 a Vicenza e, a dire il vero, non c’entra quasi per nulla, salvo il fatto che mi porta alla mente quanto sta accadendo in città sul terreno della gara elettorale. Da un lato, che chiamerò per comodità Centro Sinistra, una parte di questo sta dandosi da fare per individuare un proprio candidato sindaco con il sistema delle primarie mettendo a confronto tre candidati che, almeno per un paio di aspiranti, sembrano più campagne elettorali dirette a conquistare non la nomination ma direttamente la poltrona di Palazzo Trissino. A mio avviso, un po’ di buon gusto, e di rispetto delle regole democratiche, non guasterebbe.

Dall’altro lato, da parte del Centro Destra pare che la ricerca abbia ancora da iniziare, oppure sia affidata più al caso, alle espressioni anche individuali, o all’attese di quel che accadrà nel prossimo futuro. Magari a Roma. Ma forse le cose non stanno così. Forse tutto è celato, messo al sicuro da sguardi e orecchie indiscrete, protetto dal chiacchiericcio che è un fatto naturale in circostanze come queste.

Ecco allora a cosa mi è servita la bellissima lettera di Benedetto XVI. Mi ha dato lo stimolo per verificare se a Vicenza, che certamente non ha nulla da spartire con le antiche, e peggiori, città bibliche, sia possibile individuare dieci persone, più una, la più importante, che però leggo come la “chiave di volta” di un arco perfetto, dove ogni pietra, concio, ha una sua precisa collocazione e funzione e tutte assieme generano il perfetto equilibrio del sistema.

Un sistema che non può consentire, per esistere, produrre positività e bene pubblico, avventure personalistiche. Dieci (ma anche qualcuna di più e forse anche qualcuna di meno), più una, nello specifico il sindaco, persone che abbiano a cuore, realmente e sinceramente, il bene della nostra città. Che sentano profondamente la responsabilità della res publica, con la sola ambizione di operare per il meglio secondo le personali capacità. Sarà possibile che ciò avvenga?

Se non avverrà Vicenza non per questo subirà la sorte delle, peggiori, città bibliche ma continuerà nel suo declino che è ormai evidente al di là dei grandi e meno grandi avvenimenti mediatici, certamente importanti e interessanti, ma che non frenano l’avvicinarsi del crepuscolo.

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