La Commissione parlamentare sulle banche deve poter lavorare

Qualcuno vuole bloccare i lavori della Commissione parlamentare sulle banche proprio nel momento in cui stanno venendo fuori cose interessanti sulle responsabilità di Bankitalia e di altri che avrebbero dovuto fermare gli squali della finanza che hanno rovinato decine di migliaia di famiglie e imprese.

La scusa è che l’attività della Commissione non può interferire con la prossima campagna elettorale, come dire che in una competizione elettorale non bisogna essere informati sui comportamenti di grandi capi delle istituzioni pubbliche.

E’ un ragionamento assolutamente inaccettabile perché noi abbiamo diritto di conoscere tutto sulle responsabilità di chi ha messo in ginocchio decine di migliaia di famiglie e imprese. Ma anche di chi ha controllato male, di chi ha protetto i responsabili, di chi ha sottovalutato segnali fondamentali come la campagna acquisti di funzionari e dirigenti della Banca d’Italia avviata dalla Popolare di Vicenza.

Su questo punto siamo di fronte a un fatto gravissimo: i vertici della Banca d’Italia diffondono un comunicato in cui negano il passaggio di propri ispettori alle dipendenze della Banca presieduta da Gianni Zonin; alcuni giornali replicano diffondendo nomi e funzioni di persone transitate dall’ente di controllo alla Popolare di Vicenza, con forti incrementi salariali; in Commissione lo stesso capo della Vigilanza è poi costretto a confermare tutto smentendo il precedente comunicato.

Se qualcuno aveva dubbi sull’opportunità di cambiare governatore della Banca d’Italia, dopo questa vicenda dovrebbe ricredersi.

Ubaldo Alifuoco

 

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