Hotel Adele: la famiglia piena di debiti che incassa milioni con i migranti

Ne “Il Giornale” del 20 Ottobre è apparso l’articolo  che riportiamo e che crediamo metta il luce i cospicui interessi di chi pratica l’”accoglienza”

La famiglia piena di debiti che incassa milioni con i migranti. Vicenza, ecco chi c’è dietro l’Hotel Adele (e le altre strutture). I creditori aspettano mentre loro fatturano milioni di euro con l’immigrazione

Meri Spiller. Tutto ruota attorno al nome di questa 59enne imprenditrice di Bolzano Vicentino. Donna energica, ormai famosa in zona, e amministratrice di quello che è diventato uno degli hub per migranti più chiacchierato del NordEst.

Tutto in famiglia
Quella di Meri Spiller sarebbe una storia come ce ne sono tante nel variegato mondo dell’accoglienza agli immigrati. Business is business, in fondo. E tanti ne hanno approfittato. Ma il suo nome è il filo conduttore che collega i tasselli di un puzzle più grande, fatto di parenti, castelli di società, imprese fallimentari e soprattutto debiti mai pagati nonostante i circa 8 milioni di euro incassati dal 2015 ad oggi per dare un tetto ai richiedenti asilo.

Imprenditori in molte cose e con qualche fallimento alle spalle, Meri Spiller e il suo compagno Francesco Rizzotto hanno dato vita a quella che potremmo chiamare la “grande famiglia dei migranti”. Tutti (o quasi) hanno un ruolo nella storia: le figlie, i nipoti, il genero, gli zii. Due società riconducibili alla “famiglia” sono la Hotel Adele Srl e la Turist Hotel Srl: la prima ospita 280 profughi (molti dei quali nell’omonimo albergo nel centro di Vicenza); l’altra ne accomoda 150 tra Sandrigo e Bolzano Vicentino. Meri Spiller risulta essere amministratore unico della Hotel Adele Srl, i cui proprietari – però – sono la figlia Samanta Zardo (attraverso un’altra società), il nipote Riccardo Andreatta e il genero Ilario Pelizzer (marito della seconda figlia, Susy Zardo).

Il grillino
Forse ricorderete alcuni di questi nomi, visto che ilGiornale.it se ne era occupato quando scoprimmo che a possedere le quote della Hotel Adele Srl (attraverso un complesso intreccio societario) era il consigliere grillino di Marostica, Gedorem Andreatta. Il quale non sembrava aver compreso a pieno le indicazioni dei leader del proprio Movimento, quando un giorno sì e l’altro pure lanciano accuse contro chi fa affari con l’immigrazione.

Dopo la nostra inchiesta, Andreatta ha deciso di cedere le sue quote della San Francesco Srl (proprietaria del 95% della Hotel Adele Srl) al nipote Riccardo (18 anni) e a Pelizzer. Un modo per far rimanere lo cose in famiglia e permettere a Meri Spiller e alle figlie Samanta e Susy Zardo di gestire il business immigrazione. Le due sorelle, infatti, sono le amministratrici dell’altra gallina dalle uova d’oro della famiglia, la Turist Hotel srl (di cui ne detengono anche il 10% delle quote).

Tutto normale (e di certo legale) se non fosse che l’accoppiata Spiller-Rizzotto negli ultimi anni ha accumulato debiti per milioni di euro, ha un’azienda in liquidazione (con un lungo elenco di creditori infuriati) e vanta arretrati di tasse mai pagate al Comune di Bolzano Vicentino. Per anni hanno incamerato arretrati, fornitori da pagare e esposizioni bancarie. Fino al fallimento. Dal periodo di vacche magre, però, si sono miracolosamente ripresi grazie alla decisione di gettarsi anima e corpo nel business dell’immigrazione (ovviamente senza comparire mai in prima persona). Grazie ai bandi dell’accoglienza, in pochi anni la “famiglia” è riuscita a realizzare investimenti milionari e a (ri)acquistare i beni finiti all’asta. Dimenticandosi, però, di pagare i creditori.

I debiti di Meri Spiller (e congiunti)
Nell’elenco delle società gestite o possedute da Spiller e Rizzotto ci sono la Edil Olmo Costruzioni Srl, la Kristal Futura Srl e la Frame Srl. Al Comune di Bolzano Vicentino risultano oltre 85mila euro di Imu, Ici e Tasi mai pagate dalle aziende. A cui vanno aggiunti altri 218mila euro di tasse arretrate a nome dei due imprenditori. A conti fatti significano 303.499,81 euro di imposte mai pagate da parte della Spiller e del compagno. Non proprio spiccioli.

Ma il vero buco nero della “famiglia dei profughi” è la Zaris Costruzioni Srl, società specializzata in “acquisto, vendita e gestione di beni immobili propri”. Prima dell’arrivo del commissario giudiziario, a guidarla era Rizzotto, il quale si spartiva le quote con la Spiller e le due sorelle Zardo. La Zaris nel 2009 risultava avere 2,2 milioni di euro divisi tra semplici fornitori, con ipoteche e qualificati o con fatture da ricevere. “Noi attendiamo di 1,6 milioni di euro per immobili mai consegnati e già pagati”, dice un imprenditore che preferisce rimanere anonimo.

Nella stessa situazione ci sono decine di aziende (e privati) che hanno realizzato opere o comprato case dalle società di Spiller&Co senza mai ricevere neppure un soldo bucato. “La mia impresa ha installato gli impianti elettrici dell’Hotel Domus e di altri 24 appartamenti, ma non ci hanno mai pagato”, lamenta Denis Bressan che vanta un consistente credito. “Fa molta rabbia vederli incassare milioni con l’accoglienza senza che ripaghino i debiti”.

Ricomprare case all’asta
Ed è proprio questo il punto. Nonostante la Spiller amministri la società che sta facendo importanti affari con l’immigrazione, i creditori non possono rivalersi su quei guadagni perché nominalmente lei non appare tra i proprietari. Non solo. Perché a far crescere la rabbia di chi attende i pagamenti da anni, c’è anche il fatto che la Spiller, attraverso i familiari, si stia ricomprando tutti i beni persi con le procedure di fallimento.

Le figlie Samanta e Susy Zardo, per esempio, anno scorso con la Turist Hotel Srl si sono aggiudicate all’asta, alla modica cifra di 63.600 euro, un appartamento di 136mq a Bolzano Vicentino. E a chi era stato espropriato l’immobile nel 2013? Ovvio: a Francesco Rizzotto e Meri Spiller. E ancora: nel 2011 all’imprenditrice venne tolta la casa dove abitava, una villa da 1.017 mq con garage doppio e terreni adibiti “ad elegante giardino”. L’abitazione finì all’asta. Nessuno si fece vivo fino al 28 gennaio 2016, quando la Turist Hotel Srl offre 266mila euro tondi tondi e se la aggiudica. Lo stesso succede per 14 posti auto, un tempo di proprietà della Zaris e ricomprati per 63mila euro complessivi.

Dove mamma e compagno fanno crac (lasciando milioni di debiti in giro) ci pensano le figlie a (ri)acquistare all’asta quanto perduto. Mentre persone ed enti che avanzano crediti non ricevono nulla.

Giuseppe De Lorenzo e Marco Vassallo

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