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Vicenza e i suoi ori: storia di un’eterna Cenerentola

“Cuore del progetto sarà anche il lavoro di recupero di palazzo Chiericati, settimo polo museale d’Italia, che vuole tornare ad essere la porta orientale della città, proseguendo il lavoro di Maria Elisa Avagnina”

Una frase importante posta all’interno di un testo molto articolato. Prima però mi permetto di sottolineare  il fatto che la dott.ssa Maria Elisa Avagnina è stata l’ultima vera, e molto qualificata, direttrice dei nostri Civici Musei. Poi  vi è stata, nella Amministrazione, un po’ di confusione nel dare incarichi non sempre ben  compresi. Forse nemmeno dal diretto interessato che a mio avviso meritava maggior rispetto.

Torno alla frase tratta da un testo postato sul sito del Comune di Vicenza il 17 dicembre del 2015. In  sostanza si tratta della presentazione del programma pluriennale  2015/2020 che, per quel che si è visto fino ad ora, ha un po’ zoppicato.

Tralascio il commento su un brandello, significativo, di un programma  sbandierato  a tutto il mondo “2017, dicembre – 2018 aprile: Mostra “Gli ori di Vicenza. Maffei, Carpioni e Vecchia, rivali a Venezia” (Basilica Palladiana)”, visto che proprio non verrà assolutamente  fatta e che per riempire la Basilica, suo malgrado, il vice sindaco ha dovuto chinare il capo e tornare a chiedere l’aiuto del dott. Goldin che  arriva, proprio nello stesso periodo e in Basilica con il suo Vincent Van Gogh.

Ma vengo al punto. Quando ho letto  che l’assessore alla crescita aveva dichiarato non solo davanti alla stampa ma  anche pubblicato  sul sito comunale che  Palazzo Chiericati, quindi Vicenza, era  stato riconosciuto  quale  settimo polo museale  del nostro Paese, mi  sono sentito contento e orgoglioso.
Per comprenderne un poco di più ho fatto una brevissima ricerca via internet e ho rintracciato  il sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo un’ampia relazione a firma di Renzo De Simone, accompagnata  da schede  di vario genere dove, in un preciso elenco dei trenta maggiori Musei italiani, non risultava presente il nostro polo museale. Una delusione  che però mi spingeva a ritenere che  avrei fatto  bene a  controllare anche  quanto  poteva essere  avvenuto non nel 2016 ma l’anno successivo.

Purtroppo altra delusione. I primi sette  sono centri particolarmente importanti e precisamente il Colosseo e Foro Romano,gli scavi di Pompei, la Galleria degli Uffizi e la Galleria dell’Accademia ambedue a Firenze, Castel Sant’Angelo, Venaria Reale  e il Museo Egizio a Torino e ancora  il circuito Museale Boboli e Argenti  di Firenze. E la lista continua ma Vicenza, purtroppo e con grande mio rammarico, non appare  entro i primi trenta  poli museali.

Personalmente ritengo che  Vicenza, nel suo insieme di elementi  d’arte, Palladio e Musei civici  e quelli che, pur  pubblici, sono  di proprietà privata, meriti di essere accolta  nella lista  dei trenta migliori. Ma  credo anche  che  questo non  avvenga  raccontando favole.

Mario Giulianati

ph. Acquarello di Giovanni Giaconi
www.giaconi.com

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