Banca Popolare di Vicenza In Evidenza 

Ignazio Visco: appello al Presidente della Repubblica

Il mandato di Ignazio Visco a Governatore della Banca d’Italia sta per scadere e il Presidente della Repubblica dovrà provvedere alla riconferma o alla nomina di altra persona.

A nome di una serie di cittadini di Vicenza, rappresentativi di associazioni culturali e di movimenti di diversa origine politica, è stato rivolto un appello al Capo dello Stato affinché non venga rinominato l’attuale Governatore.

Le vicende gravissime della Banca Popolare di Vicenza, ormai ex, evidenziano come l’azione della Banca Centrale preposta al controllo non sia stata all’altezza del suo compito. Questa inadeguatezza si è vista anche in altre crisi bancarie ma a Vicenza essa è di una evidenza veramente drammatica come è argomentato nel testo che pubblichiamo con l’elenco dei firmatari.

Per ridare un minimo di credibilità a quella istituzione è assolutamente necessario che il gruppo di vertice sia costituito da personaggi nuovi, competenti, onesti che ricostruiscano le condizioni storiche di professionalità e autorevolezza che la Banca d’Italia ha manifestato in epoche passate.


Al Signor Presidente della Repubblica
Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri
ROMA

Signor Presidente,

noi cittadini firmatari del presente appello, impegnati in associazioni culturali e movimenti rappresentativi di una parte rilevante della comunità vicentina, Le chiediamo di tenere conto di quanto qui scritto, con l’obiettivo di avviare un profondo rinnovamento delle cariche di vertice della Banca d’Italia.

Vicenza sta vivendo un dramma storico a causa della distruzione di milioni di risparmio investiti nei titoli della Banca Popolare. Questo dramma, dal quale sarà difficile sollevarsi, si sarebbe potuto evitare se gli organi di controllo preposti avessero svolto più incisivamente il proprio ruolo. Le carenze dell’azione svolta dalla nostra Banca Centrale sono emerse in modo evidente ed esigono un drastico cambiamento di direzione.

APPELLO
Le crisi bancarie, non solo quelle venete,esigono un ricambio al vertice della BANCA d’ITALIA

Luigi Einaudi, Guido Carli, Paolo Baffi si rivoltano nella tomba vedendo cosa accade in Banca d’Italia e come si comportano gli ultimi loro successori sulla poltrona di Palazzo Koch.

Che le inchieste del nostro Istituto Centrale su banche importanti, tra le quali quelle venete, si siano bloccate per gli “ostacoli alla vigilanza” frapposti da alcuni amministratori e dirigenti è veramente incredibile. In altri tempi, in presenza di comportamenti non collaborativi di amministratori e dirigenti bancari in occasione di ispezioni, la Banca d’Italia non ci avrebbe pensato un minuto a “licenziare” i colpevoli. E ciò esercitando i suoi poteri statutari ma anche la propria assoluta autorevolezza e competenza.

Da un punto di vista tecnico, nel caso della Banca Popolare di Vicenza non è stato difficile per gli ispettori individuare le condotte devianti perché esse hanno assunto forme chiarissime e dimensioni enormi. Questi elementi avrebbero dovuto indurre il governatore e i suoi collaboratori di vertice a mettere la banca vicentina sotto una costante lente di controllo. Invece essi hanno assistito silenti e immobili all’assunzione di propri ispettori da parte della Popolare, alla continua esaltazione pubblica delle doti del presidente Zonin, con il quale hanno pure realizzato contratti come la vendita della sede vicentina della Banca d’Italia in piazza San Lorenzo.

Secondo elementari regole di buon senso, è almeno strano che, se consideri un soggetto da te controllato poco affidabile, poi lo legittimi come controparte in una importantissima trattativa come quella riguardante Palazzo Repeta a Vicenza.

La crisi bancaria che ha drammaticamente travolto la provincia di Vicenza, con decine di migliaia di famiglie e imprese gravemente danneggiate, non ci sarebbe stata se la Banca d’Italia avesse esercitato i propri poteri con la incisività consueta. Che ci sia stata anche malafede non c’entra (ma è bene che lo accertino i giudici e anche il Governo). Però bisogna prendere atto dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Il presidente Gentiloni, ma soprattutto il presidente della Repubblica Mattarella, cui spetta la nomina del Governatore, non possono non vedere ciò che tutti noi abbiamo visto. Il loro compito è quello di dare al Paese un segnale importante per rassicurare gli operatori imprenditoriali e i risparmiatori sul fatto che qualcuno controlla seriamente la condotta dei capi delle banche che gestiscono il nostro risparmio. Ricordiamo che la propensione al risparmio delle famiglie è uno dei fattori che hanno consentito il boom economico italiano e, soprattutto in Veneto, una fase di crescita e di benessere mai visti.

La conferma di Ignazio Visco, al di là delle sue personali responsabilità sul terreno penale, sarebbe un gravissimo errore.

Vicenza, 11 settembre 2017

Firme rappresentative di associazioni culturali vicentine

  1. Alifuoco Ubaldo dirigente, già assessore comunale Vicenza
  2. Rigon Gianfranco avvocato ed ex vicepresidente Banca Popolare Vicenza
  3. Giulianati Mario insegnante, già vicesindaco di Vicenza
  4. Serra Matteo già dirigente bancario
  5. Baldo Antonio insegnante in pensione e già assessore comunale
  6. Baldo Italo Francesco insegnante, presidente Associazione Impegno per Vicenza
  7. Verlato Adriano             insegnante, presidente Associazione Vicenza Riformista
  8. Crestani Dario magistrato in pensione
  9. Guaiti Alessandro già consigliere comunale a Vicenza
  10. Furlan Ivo Radivo già consigliere comunale di Vicenza
  11. Zaltron Lucio membro Consiglio Direttivo PD Vicenza
  12. Torre Salvatore             psichiatra
  13. De Zen Paolo imprenditore e membro Direzione PD
  14. Festa Roberto architetto libero professionista
  15. Grisenti Adrio imprenditore
  16. Leoni Alberto dirigente pubblico in pensione
  17. Zocca Marco commercialista e già assessore comunale Vicenza
  18. Chimento Luigi             dirigente Stato in pensione
  19. Todescato Rossi di Schio Paola                docente di lettere classiche
  20. Baldo Antonio docente e già assessore comune Vicenza
  21. Menarin Dino dirigente, già presidente Camera Commercio Vi
  22. Bressan Francesca già assessore comunale
  23. Tomba Ada preside in pensione
  24. Strada Ada insegnante in pensione
  25. Balbo Mario dirigente sindacale in pensione
  26. Hüllwek Enrico             medico già Sindaco di Vicenza
  27. Spiller Antonietta insegnante in pensione
  28. Dolcetta Diego medico neurologo
  29. Nicolussi Carla docente in pensione
  30. Dori Franco già funzionario banca già consigliere comunale a Vicenza
  31. Dalla Rosa Otello dirigente industriale già consigliere comunale a Vicenza
  32. Poncina Carla docente e direttrice scientifica ISTREVI
  33. Bajona Carla Chiesa docente in pensione
  34. Galvanin Nereo             libero professionista già consigliere comunale
  35. Tramarin Andrea             medico ospedaliero

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