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Torrione Porta Castello. La storia di Tosetto continua

torrione porta castelloTorrione Porta Castello. Partiamo da un elemento indiscutibile: un Mecenate, che nel campo dell’arte, come in ogni altro settore intenda operare a favore della società, è sempre un fatto positivo.
Meno positivo, ma questo è indipendentemente dal donatore, è il modo, i tempi, i valori che ogni amministratore, e ogni cittadino considera necessari e fondamentali nel valutare il dono.
Per una pubblica amministrazione non sempre è calzante il detto “ a caval donato non si guarda in bocca”.

Direi che controllare la dentatura del cavallo è un  dovere oltre che un diritto da parte di un amministratore pubblico. Ma venendo al punto trovo irrituali alcune espressioni e azioni nella vicenda del Torrione. Ve ne sono altre, di situazioni che meritano una corretta valutazione, ma non in questa occasione.
Il linguaggio del vicesindaco è ormai una firma consolidata del Presidente  della Commissione Cultura dice «Sono disgustato da un comportamento indegno e vergognoso del presidente» (Vicenza Piu’).
Dimentica di essersi dimenticato di avvertire il Presidente Ennio Tosetto  che avrebbe avuto piacere di far intervenire il mecenate alla riunione della Commissione e che l’ha fatto intervenire, senza un preventivo accordo con il Presidente, all’ultimo momento, alterando i tempi della discussione, e comunque dopo che aveva già chiuso l’accordo con lo stesso Mecenate. Quindi, praticamente a piatti lavati. Un comportamento  del vice che non rispetta né il regolamento né le buone maniere e tanto meno la libertà di interveto della Commissione. Su Il Giornale di Vicenza, il Sindaco Achille Variati afferma riferendosi al Presidente Tosetto «Ha indossato degli occhiali particolari: quelli dell’ideologia, che ti danno una visione sfocata delle cose. Si sente illuminato dalla luce del torrione ma sta sbagliando.

Le porte per Tosetto sono aperte, sia per entrare, sia per uscire. Se uno non si trova più all’interno con il programma e le idee del nostro gruppo, se ne va».
Tra parentesi mi pare che mettersi e togliersi gli occhiali dell’ideologia, a seconda dell’utilità, sia un vezzo del Sindaco Variati, basta pensare a tutta la questione, iniziale, del No Dal Molin. Ma l’interrogativo è un altro.
L’architetto Ennio Tosetto  ha una lunga  amicizia politica con il sindaco Variati, nata pressappoco nel 1992. Si è ritrovato assessore allora e lo si ritrova  nella passata legislatura.
Poi in provincia, Presidente Variati, lo ritroviamo consigliere delegato  ad occuparsi anche di  edilizia scolastica. Insomma 25 anni di un sodalizio che è sempre apparso inossidabile.
Ora, per una questione certamente importante, quella del Torrione Porta Castello, ma non da assalto all’arma bianca, il sodalizio si interrompe. Vero che siamo prossimi alle elezioni del 2018, vero anche, come raccontano i mass media, che Tosetto, Ennio, si è schierato con Otello Dalla Rosa, ma in ogni caso per quel che mi riguarda la vicenda sopra accennata,  questo “litigio”, non mi pare essere del tutto chiara.

mg

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