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Torrione di Porta Castello: il Comune non abbia esitazioni

torrione di Porta CastelloSul Torrione di Porta Castello, sulla questione se debba o non debba entrare a far parte del Patrimonio della Città di Vicenza, si sta leggendo molto in queste ultime settimane.
Ho pensato di rammentare che Franco Barbieri, nel 2011, diede alle stampe, con il Progetto editoriale dell’Ufficio Unesco del Comune e con la collaborazione di Italia Nostra-sezione  vicentina, un testo molto piacevole alla lettura ma ancor più interessante

Il libro del prof. Barbieri si intitola “Vicenza: La cinta murata – Forma urbis.
Non mi è dato di sapere se è rintracciabile in qualche libreria, ma di certo in qualche biblioteca è depositato. Lo consiglierei a quanti hanno in animo di entrare nel dibattito relativo al Torrione scaligero di Porta Castello.
Ma  anzitutto dovrebbero prenderlo in mano e sfogliarlo quanti avranno titolo per decidere pro o contro in relazione all’acquisto.
Per  coloro, interessati ma  con poco tempo a disposizione, basterebbe che aprissero la mappa allegata e, magari utilizzando la loro memoria, percorressero con la mente le mura della città. Una scoperta che li  aiuterebbe senza dubbio nella loro decisione.
Ed è che gran parte delle mura non esistono più, oppure rimangono come  brandelli utilitaristici a sostegno di case dove spesso i fori effettuati in tempi lontani, paiono ferite antiche con  funzioni di finestre. Ma sono solo buchi oscuri.
Mura difensive che ora  cingono qualche giardino. Altre scomparse del tutto, almeno alla luce del sole,  perché sottoterra  fanno un loro servizio quali fondazioni. E come ovunque in Italia e  nel mondo,  materiali  antichi che son serviti quale cava per opere pubbliche e private.
Anche la, dove la attenzione dell’ente pubblico volle salvarne la dignità, qualche torre è divenuta, straordinariamente, proprietà privata e perfino Porta Santa Lucia non è proprietà  della città.
Spariti i fossati, avvilite con sovrapposizioni non sempre minimamente rispettose della storia, parte delle mura distrutte e  sconfitte  dal  tempo  e dal’incuria, dagli avvenimenti spesso subiti ma  alcune volte  partecipati dai vicentini, le mura narrate dalla Pianta Angelica sono ormai presenti , al completo , solo nella Biblioteca Angelica di Roma e più facilmente consultabile per un’ottima riproduzione ottenuta   per la collaborazione del prof. Barbieri con  Neri Pozza, nel 1973 (La pianta prospettica di Vicenza del 1580, Franco Barbieri – Vicenza, Neri Pozza Editore).
Fatta la piacevole fatica di sfogliare il libro di Franco Barbieri, e per i più fortunati, data una occhiata alla riproduzione della Pianta Angelica edita  da Neri Pozza, sicuramente rintracciabile in Bertoliana, non si avrà più alcun dubbio: il Torrione deve essere proprietà piena della Città.

Mario Giulianati

 

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