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Quale futuro, da adesso, per la Fondazione Roi

Il Corriere del Veneto in un testo di Gian Maria Collicelli pone l’interrogativo sul futuro della Fondazione Roi. Nel sottotitolo, che recita “Liquida la banca che ha nominato i consiglieri, resta da chiarire il ruolo della Fondazione. Statuto da  riscrivere, tra dodici giorni il Cda”.

Due righe che  rappresentano un quadro  complesso  che necessiterebbe, a nostro parere, di una  riflessione profonda da parte di tutti i componenti il CdA attualmente in carica.

Quando il Marchese Boso Roi ha redatto lo Statuto  per la “sua” Fondazione, il rapporto con la Banca Popolare di Vicenza era di assoluta fiducia, ma questo era un sentimento  che  avevano tantissimi soci. Poi, evidentemente, ed è storia ormai nota, il clima attorno alla Banca Popolare è cambiato radicalmente, ma questo avvenne dopo la  scomparsa del Marchese che non poteva averne alcun sentore.

Le vicissitudini della Popolare la condussero alla deflagrazione ma prima della recentissima totale scomparsa con l’acquisto del 99% abbondante da parte di Atlante, la banca non era più nemmeno l’ombra di quella che godeva l’assoluta fiducia di Boso Roi.

Crediamo che l’ex Presidente dott. Mion e quanti avevano titolo  per consigliarlo non avrebbero  dovuto, proprio per questo totale distacco dalla antica Banca Popolare, procedere alla indicazione  dei tre  componenti in consiglio, tra i quali il presidente e il vice presidente, degnissime persone ma indicate in nome  di un qualche cosa  che non esisteva più.

Sarebbe stato bene che, magari le stesse persone , fossero indicate  da altre realtà, cercando di interpretare il pensiero, il sentimento, lo spirito di Boso Roi tramite coloro che l’avevano conosciuto e ne avevano riconosciuto le grandi qualità umane.

Il problema, perché è un problema e non di poco conto, deve essere affrontato ora, non può essere rimandato, proprio per rispetto alla memoria  di Boso Roi.

Banca Intesa non è certamente la erede della Popolare. E’ una grande banca che ci auguriamo  riesca quanto prima a legarsi alla nostra realtà, il che  sarà un bene per la banca ma anche per il territorio.

Ma non è l’erede morale del sogno di Boso Roi. Crediamo che questo processo dovrebbe partire  dalle totali dimissioni dell’attuale CdA della Fondazione e che questo dovrebbe avvenire il più rapidamente possibile.

La Fondazione potrebbe per un tempo determinato essere retta da un Commissario nominato da un Ente terzo, ad esempio la Regione o il Ministro dei Beni e delle Attività culturali, e che una commissione di esperti e di saggi  potrebbe procedere alla stesura di un nuovo statuto che  rispetti in toto  la missione originaria. Quella voluta espressamente dal Fondatore cancellando le modifiche  avvenute dopo la sua scomparsa.

Una ultima considerazione. Riteniamo che un gesto importante e significativo proprio per iniziare a ricostruire  la necessaria serenità nell’operare in futuro della Fondazione, questo CdA , magari come ultimo gesto, dovrebbe farlo cancellando le querele fatte dal precedente CdA, allora ancora retto dal Cav. del Lav. Dott. Zonin nei riguardi del giornale on line VicenzaPiù e del suo direttore, ing. Giovanni Coviello, e della signora Barbara Ceschi a Santa Croce.

La Redazione

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