Buona sanità in Veneto e Sistema dei Servizi alla Persona

buona sanità in venetoBuona sanità in Veneto è un dato confermato, grazie all’esistenza di comunità ben funzionanti sul piano sociale. Sulla salute dei cittadini l’assetto dei servizi socio sanitari influisce, per l’OMS,  sullo stato di per non piu’ del 20%. Influiscono in modo rilevante lo stile di vita, la condizione socio economica,l’assetto dell’ambiente e,evidentemente, la genetica.
É importante, infatti,come una comunità si organizza e garantisce una buona qualità di vita. Avere un buon reddito,una scolarità ed un livello culturale medio alti,un lavoro sicuro, un ambiente libero da agenti inquinanti ; potersi muovere senza paura nella propria città , mangiare in modo intelligente, avere buone relazioni familiari ed amicali,partecipare alla vita sociale, praticare attività fisica, sono tutti fattori che determinano uno stato di buona salute ed incidono sulla durata della vita.

In uno studio che da 18 anni l’Università la Sapienza d’intesa con Italia Oggi conduce nelle 110 Provincie italiane. il Veneto (2016) mantiene le sue posizioni buone: Belluno è terza, Vicenza nona. Seguono Verona (14°), Treviso (20°), Padova ( 27°) ;Venezia (62°).

Lo studio ha valutato nove dimensioni: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema sanitario, tempo libero, tenore di vita.

La radiografia complessiva,pur con significative differenze, mostra un Veneto il cui reddito medio si aggira sui 20 mila euro annui per abitante (18.600 euro la media nazionale), un Veneto che occupa i primi posti per efficacia del sistema sanitario, uso del tempo libero, relazioni sociali e personali (la diffusione del volontariato) .

Un Veneto che ha uno dei migliori tassi di occupazione generale e giovanile (in senso relativo perchè anche qui la crisi si è fatta sentire),  ma continua a vivere la contraddizione di un ambiente non adeguatamente curato soprattutto nelle emissioni in aria (PM 10).

L’assetto dei servizi sanitari regionali, assicuranti una buona sanità in Veneto (costo pro capite pubblico nel Veneto 1724 euro, 1813 euro la media italiana ,(anno 2013) è uno dei migliori d’Italia (alcune sue performance sono state prese a riferimento dal Ministero della Salute) ma si dovrà adeguare,tempestivamente, ai nuovi bisogni.

Quali sono infatti le priorità?

Le malattie cronico degenerative. Il 4,9% della popolazione ha problemi tumorali,dai quali ne salviamo sempre più persone’; il 5% della popolazione soffre di diabete,tipica malattia di un benessere distorto,3 milioni di persone affette in Italia,250 mila in Veneto; i non autosufficienti,sia post 65enni che sotto i 65 anni,e sono 3 milioni in Italia( Istat 2015),250 mila in Veneto;gli ipertesi rappresentano anche in Veneto il 20 % della popolazione trai 19 ed i 65 anni.

E’ un Veneto che ha bisogno per questi pazienti (ed è una priorità) di una rete efficace di cure primarie,di Medici di base associati in Medicine di Gruppo (sara’ sempre  piu’ cosi’, specie con le nuove generazioni che si apprestano a sostituire un flusso imponente di prossimi pensionamenti) che si prendono in carico i loro pazienti assieme ai medici della continuità assistenziale; di infermieri sempre più autonomi che sanno monitorare e gestire gran parte di questi pazienti cronici.

Dovremo aver una ADI che prende in carico almeno l’8% dei pazienti fragili; strutture intermedie (Ospedali di Comunità, Unità territoriali Riabilitative) ben integrate, grazie alla Centrale Operativa Territoriale, con l’Ospedale o il domicilio del paziente.

Con quali risorse? Con una riallocazione delle attuali,grazie ai risparmi derivanti dai minori costi di gestione generale ed istituzionale generati dalla legge di riforma ,con i necessari minori costi per beni e servizi,con la parziale riconversione dei piccoli ospedali,inadeguati per le acuzie,in strutture intermedie,con l’avvio di una rete,provincia per provincia,di Fondazioni di Comunità necessarie a raccogliere risorse dalle comunità locali per garantire l’integrazione alle risorse pubbliche.

Abbiamo bisogno di una sanità che non alimenti il consumismo sanitario (inutile e costoso) grazie ad una visione globale dello stato di salute della persona che non è sommatoria di organi ;con meno ospedali ma molto qualificati, collegati ad una rete di servizi territoriali, oggi diffusi a macchia di leopardo nella Regione , ma necessari a garantire le dimissioni protette senza gravare su famiglie sempre più esigue ed in difficoltà; di una sanità che non spenda di piu’ di oggi ma spenda meglio. Una buona sanità in Veneto deve poggiare su un buon sistema di servizi sociali. Il Veneto questo l’ha capito quasi 40 anni fa, adesso non deve dimenticarlo.

ALBERTO LEONI

 

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