Caro Papa, l’accoglienza ha un limite

Riprendiamo la Lettera del signor Davide Giberti apparsa su Vvox del 28 aprile 2017


Il nostro Papa Francesco è molto sensibile al tema dei migranti e più volte interviene nel dibattito pubblico per sollecitare un’accoglienza diffusa. Sabato scorso, il Papa, nella veglia organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio nella Basilica romana di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, ha sentenziato che «se accogliessimo due migranti per comune in Italia ci sarebbe posto per tutti».

Ora, in Italia, i comuni sono 7.982. Senza tenere conto degli anni precedenti (nell’anno scorso sono arrivati in Italia 181.405 persone), dal 1° gennaio al 21 aprile 2017 sono già 36.851 i migranti sbarcati in Italia, ovvero più del doppio di quanto auspica il Papa per comune, solo in questi primi quattro mesi. È evidente a tutti che il fenomeno ha assunto proporzioni gigantesche e ingestibili per un solo Paese anche per l’incapacità di tutte le forze politiche che si sono succedute al governo in questi anni.

Posto che coloro a cui viene concessa una qualche forma di protezione sono una piccolissima parte dei migranti, tutti a parole riconoscono che l’accoglienza trova un limite nella capacità di integrazione: chi può garantire a queste persone, che, secondo le statistiche, più del 70% sono di genere maschile, la dignità di fare parte della nostra comunità a pieno titolo? Come si fa a garantire a tutte queste persone l’affetto che abbisognano, una casa per ripararsi, un lavoro per mantenersi, le prestazioni assistenziali e le cure sanitarie di base in un contesto di crisi economica come l’attuale da cui non si vede una prospettiva di uscita a causa dei problemi strutturali di questo Paese e della massiccia denatalità, che di certo non autorizza a pensare in positivo per il futuro?

Meritano attenzione i dati diffusi qualche giorno fa dagli uffici regionali della Regione Veneto sulla base dei dati che affluiscono al Viminale tramite le prefetture: attualmente sono presenti 13.090 migranti (579 in regime Sprar) su 34.262 arrivati. Questo vuol dire che 21.172 persone hanno fatto perdere le tracce e ora vagano come “fantasmi” per la nostra regione. Questi migranti ignoti alle autorità come si manterranno? Contribuiranno a ingrossare le fila della criminalità? Siamo destinati a vivere in città insicure?

Saper accogliere è un mestiere difficile, bisogna sapere selezionare chi merita di restare (e di conseguenza espellere chi non ha i requisiti per rimanere) e solo a questi dargli opportunità e seguirli da vicino in tutte le loro necessità. Occorre riflettere bene sulla parabola del buon Samaritano dei Vangeli, la quale ci insegna la compassione e la misericordia verso il prossimo: il samaritano trova per strada un bisognoso e lo porta in una struttura che si prende cura di lui. Da riflettere sul fatto che il samaritano, pur avendone la possibilità, non lo porta a casa sua, ma in una struttura per il tempo strettamente necessario a riabilitarlo.

 

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