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L’Alta Velocità e i ritmi lenti dell’Amministrazione

Trovo tra vecchie carte quasi dimenticate un articolo de Il Corriere del Veneto, del 16 dicembre 2014 dove viene riportata una  considerazione  della dott.sa Tatiana Bartolomei dell’Ordine dei geologi che recita “«Pur essendo favorevole alla Tav, questo progetto mi preoccupa . Le due nuove stazioni, Fiera e tribunale, insistono su due zone molto a rischio dal punto di vista idrogeologico. Anche il bypass idraulico sotto Monte Berico ci lascia perplessi: è una scelta a forte impatto sull’ambiente naturale»

Tralascio il seguito, dove appaiono  perplessità di altri soggetti, perché quanto  ha affermato la dott.sa Bartolomei è sufficiente per pormi una domanda che nasce dalla dichiarazione del Vice Sindaco  signor Bulgarini D’Elci che afferma (VVOX  3 aprile 2017) «in questi giorni ho avuto modo di ascoltare ancora una volta autentiche mistificazioni e balle ripetute come se fossero vere, come la storia del tunnel ferroviario sotto Monte Berico».

Qualcuno  di certo balle ne ha raccontate, ma non mi sembra che  queste siano nate  dal nulla. Qualcuno avrà incaricato  il  Dott. Gian Maria De Stavola di preparare un progetto relativo alla TAV dove, guarda un po’ esisteva il tunnel  sotto i  Colli Berici.

Il Sindaco Variati ha precisato che non è stato il Comune  di Vicenza a dargli l’ incarico, pur  avendolo più volte  consultato per  altre faccende. Ma altrettanto realistico appare  che il Dott. De Stavola  non si sia  auto assegnato l’incarico. Qualcuno avrà  pagato la sua parcella. E altri hanno sostenuto  la  sua ipotesi progettuale. Se   il  tutto appare essere una menzogna non sono certo  i vicentini a doverne rispondere.

Tralascio anche di riportare la lunga e dettagliata relazione della dott.ssa Francesca Leder  del  Luglio 2014 titolata Borgo Berga a Vicenza: il grande inganno della riqualificazione urbana. Cito solo un passo, che non ha un diretto rapporto con la TAV ma dimostra come questa area e quelle limitrofe sono state oggetto di  una (dis)attenzione notevole da parte del sopracitato progettista.

Scrive Francesca LederIn una mia precedente riflessione (Veneto 2014: il sacco del territorio e il silenzio della cultura), dedicata all’incapacità delle istituzioni culturali di farsi argine rispetto alla distruzione del territorio e del paesaggio, ho dato per nota la vicenda legata ad un pesantissimo progetto di riqualificazione urbana che ha interessato la città di Vicenza producendo un abnorme insediamento edilizio, brutale esempio di sopraffazione politico-affaristica ai danni di un paesaggio che è un tutt’uno con il delicato quanto straordinario contesto nel quale Andrea Palladio ha progettato e poi costruito per conto del canonico Paolo Almerigo Capra, la sua villa più famosa: La Rotonda (1566).”

Nonostante  questa relazione la città, e non solo (molto è stato detto e scritto proprio in relazione al tunnel ipotizzato sotto la Villa ai Nani), è stata  sollecitata a pronunciarsi a favore di una progettazione della TAV, in quel preciso contesto, per lo meno sconcertante.

Il signor Bulgarini D’Elci a mio avviso manca di un elemento di cultura amministrativa qualificante per rappresentare adeguatamente una intera città : il rispetto  degli altri, soprattutto, in questo  caso specifico,  dei vicentini.

Così come dichiarare, sempre su VVOX,  che si trattava di una proposta “del tutto vaga» e «subito accantonata» è, per lo meno, molto semplicistico.  Dice ancora il Vice Sindaco “ Sono stanco di questo clima inaccettabile, di questa radicalizzazione di pensieri che non fanno il bene della città”

E’ proprio il caso di chiederci se è, il suo, un pulpito dal quale può essere  legittimamente  espresso, ed ascoltato,  questo suo rammarico.

La Redazione

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