S’i fossi candidato Sindaco…

Chi legge queste note abbia pazienza, ma ritengo che anche una piccola riflessione, come quella che segue, possa essere utile alla ricerca di quanto un buon sindaco dovrebbe fare.

La prima cosa, qualcuno ha cercato di farne una  simile, è da parte di sindaco e  giunta, dedicare un paio di ore alla settimana ad incontri singoli con i cittadini. Anche se i numeri fossero bassi, si tratterebbe , comunque, di avere , senza filtri, un qualche  polso della città.

La seconda, forse anche prima dell’elezione, di cercare una squadra di grande qualità. Non sceglierei persone che, pur  avendo aiutato la mia campagna elettorale,  non avessero anche le caratteristiche della competenza. Non assessori compiacenti, ma interlocutori capaci anche di dire no al momento opportuno.

Attraverso i responsabili degli uffici, ma anche direttamente, esaminerei tutte le caratteristiche dei vari settori e cercherei di capire se il personale è organizzato al meglio, se i servizi sono all’altezza delle esigenze del pubblico e se vi sia necessità di interscambio di personale con altri servizi. Considero essenziale un tipo di organizzazione che dia le risposte migliori alle domande dei cittadini.

Troverei anche utile una conferenza stampa ogni 7/15 giorni aperta a tutti i media , anche quelli particolarmente critici, che enumerasse quello che si sta facendo in Comune, il perché di certe scelte e quello che si ha in animo di fare prossimamente.

Credo indispensabile, in una città come Vicenza che deve valorizzare efficientemente e proficuamente il suo patrimonio culturale- artistico, avere, oltre ad un assessore, del settore, capace, anche un dirigente museale con ampia visione manageriale che consenta di utilizzare al meglio le nostre risorse. Credo, conoscendo pur sommariamente la situazione delle opere mai esposte, che sarebbero possibili dignitose ed interessanti mostre, senza pretese goldiniane, ma comunque autoctonamente interessanti. Il materiale espositivo è interessante, ma lo è altresì la visione e fantasia di chi è preposto al settore.

Un sindaco si deve porre nell’ottica del bene della città nella sua interezza e deve quindi osservarla dall’alto e, quando serve , dal basso. Non può, di conseguenza, essere presente sempre e dovunque lo chiamino. Ecco la necessità di un efficace turn over, con vicesindaco e vari assessori, nelle varie occasioni in cui viene richiesta la sua presenza.

Ovviamente, queste sono solo riflessioni, sui comportamenti. C’è poi tutta la politica degli interventi nei vari settori che è oggetto di un lavoro a parte,  già in itinere.

Adriano Verlato

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