Amministrative Vicenza 2018 In Evidenza 

Il flop annunciato del Consiglio degli Stranieri

Che fosse un flop era  annunciato da tempo. Evidentemente da prima che fosse insediato il Consiglio degli stranieri era bello che defunto.

E non l’aveva detto più volte e a più voci solo l’opposizione in Consiglio Comunale, ma tanti altri che comunque seguono sulla stampa le vicende politico-amministrative.

Il Consiglio lo aveva voluto fortemente il vicesindaco delegato alla (de)crescita della città.
Ma non era a mio modesto avviso una presa  forte di coscienza da parte sua di un problema, politico ma soprattutto sociale, che il nostro sentisse  l’ urgenza di risolvere.  A mio parere  per l’autore di simile pasticcio vi era solo la ricerca , decisa dalla arroganza più che dalla  consapevolezza complessità del tema, di mettere in atto un altro ”marchingegno”.

A metterlo in piedi  c’è riuscito. A tener in piedi questo giocattolo  bulgariniano proprio no mentre lo strumento se studiato con pazienza, moltissima attenzione e un briciolo di modestia, avrebbe potuto essere un  ottimo strumento di integrazione.

Così come realizzato  somiglia proprio a un tavolino a tre gambe, dove l’arguto  falegname   ci ha messo una sola gamba : la sua  presunzione. Troppo poco per stare in piedi.

Ma che  non  avesse , il nostro  assessore alla (de)crescita, la cognizione di quel che  doveva essere fatto ma nemmeno la necessaria tensione politica, lo ammette  lui stesso  quando dice “ Così diventa una pagina imbarazzante. Hanno il dovere di ricambiare la fiducia della città altrimenti sprecheranno un’occasione irripetibile”.

Naturalmente, come d’abitudine, la responsabilità non è sua, ma di altri. E poi infila uno dietro l’altro tanti “io” : io ho lavorato, io ho dialogato, io ho presentato, io ho presenziato all’insedimento. Il “noi”, la squadra  non esiste.

Da questa visone del rapporto amministratore/società risulta  la vera  essenza  del “politico” sig. Jacopo Bulgarini D ‘Elci.

La sfilza di nobili parole per decantare ancora una volta il suo personale impegno, il suo personale valore, il suo credo morale in politica e in democrazia, sono solo  altrettanti “io” buttati in faccia alla gente per nascondere, sotto il velo della consapevole sconfitta dichiarata  pubblicamente, che   si tratta proprio di una “sua” sconfitta, non della democrazia nè della comunità straniere. Tutta sua. E non è la prima e non sarà l’ultima.

Purtroppo  quando  una  qualsiasi persona affronta una avventura di lavoro o di vita, e il prezzo di una sconfitta lo paga di persona. Purtroppo le sconfitte del retribuito dalla comunità sig. Bulgarini D’Elci le paga  la città.

S.Renart

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