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TAV-TAC, TAV-TAC… drinnn! È già ora di campagna elettorale?

Con toni di soddisfazione e di esultanza per nulla contenuti quanto incomprensibili il Sindaco dott. Achille Variati annuncia alla Città di Vicenza, all’intera Provincia e, aggiungo io, all’intero popolo italiano, che la TAV ovverossia la TAC o comunque qualche cosa che vi assomiglia, si farà.

Sembra l’avvio di una campagna elettorale. Trombe e tamburi, corni e cornette e fischietti, avanti olè.  Il Ministro Delrio ha siglato l’addendum. Parola fantastica, misteriosa,direi quasi magica.

Infatti permette al sindaco, presidente,  consigliere di enti prestigiosi, di affermare che il gioco è fatto, che la sua, si fa per dire perché proprio non è così, proposta di due stazioni in Vicenza , mantenimento della vecchia e  una nuova di zecca presso la Fiera, ovverossia lItalian Exhibition Group  (che non è più vicentina ma riminese, ma questo è un particolare marginale) è stata approvata e che entro e non oltre sette mesi a far data non si sa da quando, forse anche un po’ prima, il progetto sarà redatto e che l’80% dei treni dell’alta velocità fermerà a Vicenza, Fiera. Amen.

Quanto sia sua la proposta di mantenere la vecchia stazione non si sa proprio come poterglielo riconoscere. Dovremmo ammettere in tanti che  i vicentini sono tutti , o quasi, degli smemorati.

Diciamo piuttosto che, sotto la  pressione dei singoli cittadini, tanti, e di  Comitati, agguerriti, che magari si son prese le parolacce dal delfino che addirittura ipotizzava un  centro ricreativo aperto 24/24 ore al giorno nella stazione storica che le  FTR  ci avrebbero graziosamente donato, il sindaco che  schiocco non è, sentito l’umore della città ha pensato bene di mandare al macero la grande proposta del 2014 ( tanto per memoria quella che prevedeva la terza stazione, la dismissione della vecchia e il “buco”del diametro complessivo di trenta metri sotto la Villa dei Nani) e di far propria  quella dei Comitati.

E fin qui va tutto bene. Almeno all’apparenza perché qualche dubbio sorge visto che per il passato spesso sono stati dati annunci roboanti  poi risultati al più delle volte  delle semplici esternazioni di speranze deluse.

Vvox per la penna di Erasmo Venosi i dubbi li esterna. Scrive che la “notizia” dell’addendum è paragonabile a “un pezzo di carta rinnegabile in qualsiasi momento e giuridicamente inesistente, denominato “protocollo d’intesa. In effetti se le cose stanno come  racconta Venosi, e il passato non tanto remoto avvalora questa  tesi, il tutto si riduce a rinviare, se le cose vanno per il meglio, l’inizio dei lavori della linea  AV/AC Verona-Padova , al 2018.

L’unico elemento  che in qualche misura  riveste  un interesse positivo è che la firma su questo “addendum” è del Ministro Graziano Delrio che non è un gran chiacchierone e, solitamente, pare abbia i piedi per terra. Sempre per  rendere comprensibile, anche qui si fa per dire, la parola magica, l’addendum significa semplicemente “ Garzanti- aggiunte; in particolare, l’elenco delle aggiunte da farsi a un testo stampato – specialmente per ovviare a omissioni”-

C’é anche un’altra interpretazione ma riguarda le ruote dentate e nello specifico il dente delle ruote  e non mi pare molto attinente alla nostra vicenda salvo ricordarci il fatto che basta che un dente si rompi e l’intera macchina  si ferma. E’ sperabile  che questo non avvenga ma teniamo a mente  il proverbio, saggezza popolare  da non trascurare, “campa cavallo che l’erba cresce” e forse, un giorno questa benedetta alta velocità la vedremo realizzata.

MG

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