L’impegno di volontari per la sicurezza nelle strade

Il problema della sicurezza dei cittadini è sempre più vissuto dai nostri concittadini come una emergenza. Che alcuni dati dimostrino il calo statistico di eventi delittuosi non tranquillizza affatto per varie ragioni. Prima di tutto lo scoraggiamento della gente è tale che molti fatti non vengono neppure più denunciati. In secondo luogo, su un tema come questo la “percezione” è di per se stessa importante perché determina cambiamenti negli stili di vita. L’esempio che risalta subito alla mente è quello dei parchi cittadini. Un tempo era normale attraversare Campo Marzo anche nelle ore serali e notturne. Oggi nessuno si azzarderebbe a farlo perché non si sentirebbe tranquillo.

Le forze dell’ordine fanno quello che possono ma i siti da presidiare sarebbero tantissimi e lo sforzo investigativo viene frustrato da leggi permissive che consentono ai delinquenti di tornare in libertà con estrema facilità. Purtroppo il buonismo imperante si traduce in un grosso vantaggio per chi delinque o vive alla spalle della collettività.

Dopo gli ultimi fatti (l’aggressione di una giovane donna in via Martiri delle Foibe e il furto con scasso ad un negozio di Corso Fogazzaro), è partito un esperimento che pare interessante e che, in accordo con Polizia e Carabinieri, potrebbe essere reso stabile. Si tratta di gruppi di persone che volontariamente percorrono strade e siti considerati a rischio come, ad esempio, Campo Marzo, Park Verdi, via Gorizia, piazza Castello, Giardini Salvi, viale Roma e corso San Felice. Si sono denominate “sentinelle per la sicurezza”, nome che richiama un impegno civico non in alternativa agli organi di polizia ma in assoluta collaborazione. Passeggiare per le strade di sera non è vietato a nessuno, farlo con l’intento di “popolare” tratti che potrebbero essere insicuri, al fine di attivare le forze di polizia, è un impegno civico che dovrà essere preso in considerazione per il futuro.

 

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