Essere come la moglie di Cesare per i nostri (anche locali) politici

Un aspetto della attività pubblica di questi tempi mi pare stia prendendo piede  in maniera  piuttosto importante. Per quel poco che  so della partecipazione alla gestione della cosa pubblica il concetto di fondo, non sempre rispettato ma sempre presente, faceva si che un uomo ( o donna) impegnato in politica doveva essere come la moglie di Cesare, cioè al di sopra di ogni sospetto, sia nella vita pubblica che in quella privata.

E’ un concetto che nasce  da un racconto di Svetonio (Vita dei dodici Cesari) e che  le cose siano andate come racconta Svetonio oppure no, non cambia la sostanza .

Nessuna persona pubblica può, o almeno poteva, rifugiarsi nel privato perché il suo privato era un affare pubblico. Oggi definiamo questo atteggiamento con il termine trasparenza”, ma poi di trasparenza se ne vede ben poca. Non mi rifaccio ora né alla terminologia di bassa caratura di qualche notabile  della Amministrazione Comunale vicentina,  e nemmeno  alle  gite motivate al nord  d’Europa di qualche altro personaggio, perché  più che sollevare sdegno, fanno tenerezza e anche un po’ di pena. Pur presenti da tempo sulla scena vicentina della politica pare non abbiano il senso del servizio, democratico e quindi rispettoso, della cosa pubblica.

Ma è il linguaggio e il comportamento di tantissimi attori della politica e, a volte. della classe dirigente in generale, compresi anche  certi intellettuali, che sconcerta, specie quando si esibiscono in televisione, non risparmiando  ne parolacce ne gestacci dimenticandosi che  la platea  è amplissima e che tra i tanti ci sono anche giovani e giovanissimi. Per questi, ma non solo per questi, è una tristissima lezione di mala educazione, di involgarimento oltre che una  offesa al buon gusto e una  totale mancanza di rispetto verso l’utenza e l’ente trasmettitore. Che però raramente  reagisce in maniera efficace, e questo è un grosso errore perché in effetti dà licenza di uccidere la buona educazione, causando un danno notevole alla nostra  società.

Vincenzo Ughi

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