In Evidenza verso le Amministrative 2018 

I sogni nel cassetto per il 2018

Da qualche tempo si è aperto un dibattito – ma  definire così una serie di auto candidature o provocazioni mirate è eccessivo – non tanto per  indicare  cosa si ritiene sia necessario per  un rilancio, autentico, di Vicenza, ma  per chi dovrà occupare la poltrona sindacale.

Sicuramente è indispensabile anche una candidatura a primo/a cittadino/a e a quanti siederanno in Sala Bernarda. Ma a me pare più importante, almeno per ora, cercare anzitutto  di comprendere come è oggi la nostra città, e quindi valutare il più esattamente possibile  cosa  necessita a Vicenza e ai vicentini per il futuro.

Sui risultati della prima e di buona parte della seconda legislatura Variati non c’è molto da dire. Sono sotto gli occhi di tutti e ognuno può facilmente verificare , magari rileggendosi il Programma di Governo del 2008/13 e il Programma 2013/18, la miriade di promesse  fatte e quanto poche  sono state quelle mantenute. Di questo mi sono già occupato in un recente passato e ancora lo farò nel prossimo futuro.

Ma ora mi urge definire uno stato di cose inoppugnabile, al di là del rumore mediatico, tantissimo, nel quale questa Giunta e la precedente, sempre a guida Variati, assolutamente  eccellono.

Direi che non si va   lontano dal vero  se si afferma  che quasi nulla è stato fatto che sia risultato effettivamente utile per la crescita di Vicenza. Non si tirino in ballo, per sostenere il contrario, le grandi mostre evento il cui merito, eventualmente, va al dott. Goldin e il demerito a chi, con  assoluta indifferenza verso la città, ha  ceduto in toto la gestione  degli eventi rinunciando a qualsiasi pur minima difesa della nostra identità firmando un protocollo (articolo 7) a dir poco frutto di assoluta  incapacità amministrativa.

E a difenderla, questa nostra identità, è rimasta la Basilica Palladiana restaurata, vedi un po’, dalla Amministrazione retta da Sindaco Enrico Hüllweck.

Corrono e scorrono già tanti nomi di possibili candidati, in parte probabilmente  del tutto direttamente estranei . Nomi buttati da amici, si fa per dire, per toglierli di mezzo. Nomi di coloro che cercano un personale futuro. Nomi di chi aspira non a svolgere una missione, ma a garantirsi uno stipendio.

Ma anche nomi di persone serie e appassionate e da queste ci si aspetta che illustrino il loro sogno di amministratori. Che lo accompagnino con concretezza di ipotesi non campate  in aria.

In politica, soprattutto nella politica amministrativa  che si rivolge direttamente alle persone di un preciso territorio, il sogno è una cosa bellissima ma va mediato con la realtà. Una realtà fatta di mezzi e di strumenti, fatta di poco rumore e tanta concretezza.

Scrive l’Assessore alla Sicurezza di Vicenza una verità più che condivisibile (fonte: Corriere del Veneto) “Spesso chi fa tanti proclami poi si rivela  meno capace nei fatti”. Parole sante che andrebbero incise sulla porta dell’ufficio dell’Assessore alla crescita, che parla parla e  poi rimanda rimanda all’infinito. Ma forse  dovrebbero trovar posto sulla targa di tanti altri assessori e consiglieri delegati di questa Giunta Variati.

Un esempio ne sono proprio le affermazioni dell’Assessore alla sicurezza che  per difendere il suo operato, si fa per dire, traccia un parallelo tra Padova e Vicenza, vantandosi  di fare molte più multe alle prostitute di quante non ne faccia Padova ma dimenticandosi di dire che qui, a Vicenza, nessuna di queste  signore  le paga. Zero introiti ma costo caro, per la città, per elevarle e emetterle.

Da un candidato credibile mi aspetto, sempre per fare un esempio, che ci dica come  fare per far uscire dall’isolamento  questa città e riportarla sul binario di una autentica crescita. Che non significa rumore mediatico, ma lavoro per i più giovani e anche per i meno giovani; sicurezza,  che non significa solo lotta alla prostituzione ma la  garanzia di poter circolare  tranquillamente per le nostre strade e le nostre piazze, anche di sera, come avveniva un tempo; garanzia  di una sanità al servizio del cittadino;  garanzia che si  operi per  far conoscere la “verità vera” sulla vicenda delle nostre banche, senza  nascondere la testa  sotto la sabbia; certezza che non si scoprono a posteriori benefit per dirigenti un pochino distratti; certezza che le ideologie non prendano il soppravvento  nelle scelte e che la solidarietà, certamente nobile e necessaria, sia gestita in perfetto equilibrio con la nostra realtà sociale.

E infine ci  dica come  si dovrà operare per restituire la fiducia nelle Istituzioni democratiche alla gente vicentina. Quindi un sogno fatto di realismo, sensibilità, di verità   e di concretezze. All’insegna della onestà di intenti.

Mario Giulianati

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