Attualità Focus Migranti In Evidenza 

Il Veneto non è un popolo razzista e l’ha dimostrato più volte

immigrazione-europa-pervicenzaLeggo su VVOX una affermazione del senatore prof. Giampietro Dalla Zuanna fatta alla presentazione del suo ultimo libro“Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione” (Laterza), scritto assieme a Stefano Allievi che recita: «La struttura demografica dei Paesi occidentali rende necessario l’apporto degli stranieri: nei prossimi vent’anni, per mantenere costante la popolazione in età lavorativa, quella che va dai 20 ai 64 anni, ogni anno dovranno entrare in Italia 300 mila potenziali lavoratori».

E prosegue: «Nella maggioranza dei casi i processi migratori portano effetti positivi nella società. Chi si sposta vuole assimilarsi. Per usare una bella espressione: chi arriva appartiene alla meglio gioventù».

Con molta probabilità il senatore Dalla Zuanna ha ragione e questo non può che far piacere ma nello stesso tempo fa anche riflettere tra quella che appare essere una prospettiva accettabile e augurabile e quello che è, oggi non fra anni, l’impatto robusto che subisce la  nostra comunità, l’Italia in generale e il Veneto con la nostra provincia in particolare, dalla costante immissione di immigrati provenienti in parte, minoritaria, da zone di guerra del terzo mondo, e nella maggioranza dei casi una massa di giovani alla ricerca di un qualche futuro.

Quando settanta sindaci della nostra provincia, politicamente molto trasversali, non intendono accettare nessuna forma di imposizione da parte della rappresentanza dello Stato, che intenda inserire nel loro ambiente immigrati, qualche interrogativo l’autorità statale dovrebbe porselo senza alcuna necessità di sfoderare scimitarre.

In effetti il fenomeno di questa immigrazione soffre di un peccato d’origine: la mancanza di una regolamentazione che appoggi su basi realistiche, su criteri che tengano certamente conto della doverosa   solidarietà, ma proprio per questa ragione, sia in grado di tenere in perfetto equilibrio la formula “solidarietà sostenibile-comunità ospitante”.

Se questo equilibrato rapporto viene ad essere annullato, allora   inizia una crisi di rapporti che spesso degenera in pieno conflitto. E questo non è una cosa positiva nè per la comunità ospitante nè per gli ospiti.

In effetti in Italia non esiste una normativa che sia razionale, equilibrata e realistica.
La rappresentanza locale dello Stato inizia con il chiedere che la comunità vicentina provinciale si faccia carico di un immigrato ogni mille abitanti. Poi ne richiede due ogni mille, ora siamo a circa tre ogni mille ma non vi è alcuna garanzia che questo rapporto abbia un limite, una asticella invalicabile.

Ancor meno accettabile quando si pensa di costruire una baraccopoli da collocare, evidentemente, in qualche territorio comunale.

Quindi la richiesta da parte del prefetto diventa una cambiale in bianco che ogni sindaco dovrebbe firmare per conto della sua comunità. Meravigliarsi di un rifiuto così ampio appare per lo meno cosa strana.

Inoltre una buona parte degli immigrati “svanisce” nel nulla, prima ancora che possano essere visitati dalle organizzazioni sanitarie e, perché no, controllati dalle Autorità di Polizia. Credo sia difficile entrare in altri Paesi privi di documenti, senza alcun controllo sanitario , senza alcuna forma di registrazione come accade da noi.

Quindi si torna al peccato d’origine : la mancanza di norme e di realistici controlli, non di elastici permessi di soggiorno che possono durare anni ancor quando non si ottiene lo stato di rifugiato politico.

Il disagio delle nostre comunità merita ascolto reale da parte delle rappresentanze dello Stato e non solo parole di convenienza ma accompagnate da dichiarazioni che appaiono più simili alla espressione “qui comando io” piuttosto che alla ricerca di un dialogo.
Un dialogo che, proprio tramite i prefetti, dovrebbe essere svolto con il Ministro degli Interni, su loro preciso invito a comprendere autenticamente le istanze della gente e farsene carico.

Il Veneto non è un popolo razzista, insensibile ed egoista. L’ha dimostrato innumerevoli volte. Ma pare che di questo non si faccia alcun conto. Ed è un errore, cosa assai peggiore di un autentico peccato.

Mario Giulianati

Related posts

Leave a Comment