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TAV Vicenza: abbiamo definitivamente perso il treno?

frecciarossa-tav-pervicenzaStiamo approssimandoci al momento in cui si trarranno le somme di un decennio di governo della Giunta Variati e il momento decisamente non pare fortunato.

Cadono uno a uno i “grandi” progetti “innovativi”, dai grandi hotel a 5 stelle alle tre stazioni della Tav, languono progetti “storici” come la tangenziale nord e la bretella.

Scopriamo o meglio, ci viene ricordato, che furono giunte Variati a cancellare tanti anni fa la proposta di intervento del privato per il recupero e realizzazione di un parcheggio dell’ex macello nonché l’ipotesi di variante stradale al villaggio del Sole. Lo scenario da allora non è mutato.

Fermiamoci un momento sulla Tav dove il dibattito è oggi particolarmente acceso, solo per brevissime considerazioni.

Il progetto oggi bocciato (anche dalla stessa Amministrazione che l’aveva proposto da quanto abbiamo letto) era stato presentato come la scelta ormai definitiva, che metteva tutti d’accordo.

Ora si scopre che si tratta di una scelta troppo, veramente troppo, onerosa !

E’ vero, come dice lo spot, che two o addirittura three è meglio che one, ma non credo fosse difficile sin da subito pensare che tre costavano ben più di una!

“Ma era un bel progetto, che riscriveva l’assetto urbanistico dell’area a ridosso delle colline”: grazie, ma nessuno aveva fatto un minimo di verifiche economiche e tecniche? O solo i cittadini definiti “poco entusiasti” avevano una qualche misura delle difficoltà che si sarebbero incontrate?

Le obiezioni relative al passaggio dei fiumi dopo vent’anni di analisi e pensamenti sono fatti nuovi?

Abbiamo sentito espresso il rammarico della caduta di fatto del maxi progetto perchè Vicenza non potrà più essere un hub.

Ma hub di che? I dizionari definiscono hub come punto centrale, punto di snodo, centro di controllo e smistamento.

Se intendiamo tali funzioni quelle svolte per le linee verso Schio e Treviso e relativi bacini, Vicenza è già hub, ma non facciamo figuracce nel dirlo in giro; Verona può forse aspirare a una futura funzione di hub, Padova e Venezia già un tantino meno.

E torniamo al punto zero che pare riaprire tutto il tormentone.

A fronte del sogno caduto, del re nudo e delle compensazioni per ora presunte è legittimo che chi potrebbe essere danneggiato dal tracciato (e danneggiati ce ne saranno sempre, a fronte di qualsiasi scelta) tenti in tutti i modi di opporsi alla Tav.

Ma tutti devono ricordare che stiamo parlando di collegamenti internazionali, di un sostanziale ammodernamento di linee che non sono cambiate dai tempi della elettrificazione, di scelte che possono incidere significativamente sulle alternative gomma e aereo.

Va anche rammentato che, quando si cominciò seriamente a confrontarsi sulla Tav, i primi progetti escludevano Vicenza dal nuovo collegamento e vinse la scelta – per me assolutamente razionale – di non restarne tagliati fuori.

Nella sostanza abbiamo passati vent’anni a discutere dove devono passare i due binari aggiuntivi, che libereranno tra l’altro i binari esistenti per il traffico metropolitano e a corto raggio. Questa prima fondamentale decisione torna nelle nebbie.

La discussione sulle fermate è oziosa e fuorviante: se ci saranno i binari il treno si fermerà dove ci sarà un traffico di un qualche significato da raccogliere; la programmazione delle tratte dovrà considerare il servizio più valido in rapporto alla domanda effettiva di partenze e destinazioni.

Possiamo vederlo in tratte già almeno in parte servite: vi sono treni veloci e superveloci, fermate che sono saltate o si effettuano in alternanza con altre. Sono scelte che saranno valutate e verificate in fase di esercizio.

Per Vicenza già oggi andare a Roma è più conveniente il treno rispetto all’auto o all’aereo, si possono aprire scenari innovativi per il trasporto merci: credo valga la pena meditarci.

Dino Menarin

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One Thought to “TAV Vicenza: abbiamo definitivamente perso il treno?”

  1. alessandro

    Penso veramente che nessuno voglia privare Vicenza di un servizio tanto importante (anche se a dir il vero dalla Francia giungono voci di grosse perdite sull’investimento). Ma ragioniamo: val la pena “sfasciare” una città per realizzare un treno che “TAV” non sarà (attraverserà la città ai 130-140, come ora) spendendo soldi dei contribuenti per guadagnare 3 -5 minuti ad un prezzo doppio di biglietto? Nel realizzare un progetto vanno esaminate anche le alternative che magari possono rispettare l’ambiente, la città ed il cittadino che la vive! Abbattiamo 80 tra case, condomini, capannoni (solo in vicenza) per pochi minuti guadagnati? Siamo seri vediamo anche altre opzioni come ammodernamento delle linee esistenti e valutazione di tracciati meno impattanti.

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