L’enigma del direttore dei Musei Civici

simoni-bulgarini-d'elci-pervicenzaVado in internet e apro il sito “ufficiale” del Comune di Vicenza, alla voce “musei” e trovo che vi è scritto – non certamente da estranei – “Musei – Direttore dott.ssa Loretta Simoni.”

Quindi, da cittadino sprovveduto, ritengo che la dottoressa Simoni sia l’effettiva direttrice dei Civici Musei. Approfondisco e proseguo ricavando quanto segue “I Musei Civici di Vicenza sono: Pinacoteca di Palazzo Chiericati, Museo Naturalistico Archeologico, Museo del Risorgimento e della Resistenza.
Sono inclusi, come monumenti di importanza artistica, anche il Teatro Olimpico, la Basilica Palladiana e la Chiesa di S. Corona.”

Elenco datato 10 marzo 2016.

Affondo ancora la zappa e trovo che alla voce “articolazione degli uffici” è riportato complessivamente, ma anche dettagliatamente, che il personale, nelle strutture sopra elencate raggiunge, alla data di pubblicazione 30 gennaio 2016, il numero di 33 unità formato da addetti ai servizi ausiliari, collaboratori amministrativi, funzionari conservatori, custodi, istruttori amministrativi, addetto ai servizi scolastici, istruttore direttivo tecnico.

Da nessuna parte è indicato un “direttore scientifico”.
Come da nessuna parte è indicato che la attuale direttrice dei Musei sia solamente la responsabile amministrativa.

Eppure ogni qual volta lo ritenga utile l’Assessore delegato non fa che sostenere la presenza di un direttore scientifico che viene identificato nella persona del professor Giovanni Carlo Federico Villa.

Il prof. Villa possiede un curriculum professionale di alto livello, tale certamente da meritargli non solo il titolo provvisorio come l’attuale, ma anche di fargli vincere meritatamente, con molta probabilità e con facilità, un concorso per dare un direttore a pieno titolo ai Civici Musei vicentini.

Però a partecipare alle riunioni della Fondazione Roi, quale membro di diritto (articolo 6 dello Statuto), dopo due anni che l’incarico non era ricoperto, è il prof. Villa, giunto lo scorso anno.
Ma il direttore dei musei che ne avrebbe avuto titolo era Simoni, ed è indicato chiaramente nel sito comunale.

Questo vuoto, o dimenticanza, qualche interrogativo lo pone e non è per niente accettabile la dichiarazione che viene adottata dall’Assessore delegato (Giornale di Vicenza) “…Quando abbiamo riorganizzato la struttura, più di due anni fa, abbiamo deciso di affidare a un unico dirigente i settori cultura, turismo e musei. Abbiamo incaricato una figura, quella di Simoni, che ha spiccate competenze manageriali e organizzative, per dare una spinta al neonato macro settore. Solo che la Simoni non ha una competenza specifica nel settore dei musei.”

Secondo l’Assessore era normale che per due anni, con tutta la vicenda delle mostre in Basilica Palladiana, e con un patrimonio di proprietà comunale di opere d’arte quali dipinti, sculture, incisioni, edifici straordinari, con autori, vado a memoria quali il Montagna, il Buoncosiglio, Tintoretto, Cima da Conegliano, i Tiepolo, il Fogolino , Memling, Van Dyck, il Carpioni, Jacopo da Bassano, Luca Giordano ecc. ecc. ecc., si lasciasse sguarnito sul pano scientifico, questo importantissimo settore per una mera questione economica ?

Eppure fino a qualcosa più di due anni prima vi era una direttrice che copriva egregiamente questo doppio ruolo: dirigenziale e scientifico. E’ andata in pensione, e visti i tempi bene per lei, ma prolungare la sua presenza per il tempo necessario per recuperare una figura professionalmente adeguata,tramite concorso, non mi pare proprio fosse impossibile.

Se la dott.ssa Simoni è stata considerata adeguata ad occuparsi del patrimonio artistico del Comune mi pare che poteva anche partecipare degnamente a qualche seduta della Fondazione Roi.

In ogni caso non mi sembra che nella nostra provincia mancassero personalità della cultura in grado di dare, penso anche lieti di farlo gratuitamente, un buon consiglio. Certamente anche la ex direttrice dott.ssa Avagnina.

Tanto si sa, se non erro, che gli incarichi nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi sono per statuto tutti svolti gratuitamente.

Non mi interessa entrare nel merito di quello che l’Assessore delegato definisce un ”marchingegno” (Garzanti linguistica lo definisce “apparecchio, meccanismo, dispositivo complicato, di cui è difficile capire il funzionamento o lo scopo”) bruttissimo termine per definire un incarico così importante quale quello assegnato al prof. Villa che, gli va dato atto, ha sollevato il problema determinato dal “marchingegno” nel novembre dello scorso anno in sede di Consiglio di Amministrazione della Fondazione Roi.

Ma ora la mia analisi non riguarda la Fondazione. Riguarda l’atteggiamento della Amministrazione nei confronti del problema della gestione del grandissimo, enorme e delicato patrimonio artistico di proprietà comunale e nei confronti dei mecenati, recenti e meno recenti che hanno donato cose bellissime alla città.

L’amministrazione, e in primis l’Assessore delegato, parlano di cultura al centro delle loro attenzioni.
Non mi pare proprio che sia così. Trattano la cultura come la carta del salumiere che serve a avvolgere un altro prodotto. Magari importante e utile, ma non quello dichiarato.

L’assenza per due anni, non sono pensieri miei sono dichiarazioni della Amministrazione, di una guida scientificamente preparata alla gestione del patrimonio artistico; l’assenza in Consiglio della Fondazione; la dichiarazione in Consiglio Comunale, con tanto di scuse per aver affermato prima una cosa diversa ( un errore? Una svista? Una errata informazione, o cosa d’altro?), dell’Assessore Delegato “Considero sbagliato che nel 2009, dopo la morte del marchese, sia stato deciso di comperare quelle azioni della banca popolare di Vicenza” (Giornale di Vicenza); la crisi irrisolta del Sistema bibliotecario cittadino, la Bertoliana (quando andrà pensione l’attuale direttore ci troveremo nella stessa situazione in cui ci si è trovati con i Musei?) e La Vigna in primo luogo; il teatro Olimpico che barcolla tra linee di programmi che non si sa bene dove vogliano giungere ma alla fine generano solo confusione; lo stesso Teatro Comunale che a volte denuncia un pericolo di caduta economica e poi si affretta a dichiarare il contrario (ma resta il dubbio che qualche problema ci sia).

Tutto ciò, e magari altro ancora, non ci regalano un ritratto positivo della scelta culturale della Amministrazione. Penso che sia ora che si faccia il passo giusto e si avvii l’iter di un vero concorso per la direzione dei Civici Musei. Costerà qualche euro, certamente non facili da recuperare, ma aiuterà sicuramente a salvare l’immagine della nostra bellissima Vicenza. Rimane la curiosità di conoscere quali siano gli esatti obbiettivi del marchingegno perché come sono stati descritti fino ad ora non si comprendono appieno.

Mario Giulianati

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