Banca Popolare di Vicenza In Evidenza 

BPV: i Soci meritano trasparenza e velocità di azione

Banca Popolare di Vicenza: chiarire con rapidità e trasparenza cosa è avvenuto, quali sono le responsabilità, come si intende operare per il bene dei soci e della comunità vicentina nel suo complesso.

clienti-bpviA quanto pare, la triste vicenda della Banca Popolare di Vicenza è giunta ad una svolta: il presidente Gianni Zonin, che per diciannove anni ha retto l’azienda con comportamenti che oggi sono sotto la lente della Bce e della Magistratura, è sul punto di presentare le dimissioni. Il Consiglio di amministrazione, che in questi lunghi anni non ha mai avuto nulla da ridire anche su operazioni del tutto controproducenti, avrebbe già individuato un suo successore il quale, non essendo attualmente tra gli amministratori della Banca, verrà cooptato in Cda a norma dell’art. 33 dello Statuto e poi eletto presidente.
L‘uscita di scena del commendator Zonin, ancorché in ritardo e dopo che la sua gestione ha così danneggiato l’azienda e gli oltre 117mila soci, è un fatto atteso e positivo. Il suo successore si assumerà un compito non facile ed avrà bisogno del supporto di tutti coloro che vogliono veramente voltare pagina nella gestione della Banca, e che puntano a valorizzare questo ultimo grande tesoro finanziario della provincia di Vicenza.
A tal fine, proprio nell’ottica di sostegno a chi dovrà traghettare la Popolare verso lidi sicuri, suggeriamo alcune domande alle quali pensiamo si debba rispondere per dimostrare ai Soci e alla Comunità tutta che vi è l’intenzione di procedere con la massima trasparenza, senza fare sconti a chi ha tradito la fiducia di decine di migliaia di risparmiatori.

Ecco, sinteticamente, le domande.

  • Come si è arrivati alla individuazione del nuovo presidente, quali sono stati i percorsi, le garanzie richieste e quale linea egli intende seguire per il bene di quest’azienda che tanto pesa nell’economia della nostra città e provincia?
  • Si sente parlare di trattative sulle condizioni poste dal presidente uscente Gianni Zonin per dare le dimissioni. Quali sono queste condizioni, se ci sono, da lui poste ed eventualmente garantitegli, e a nome di chi?
  • Quali sono le responsabilità dei macroscopici errori nella politica gestionale e nei mancati controlli (per quelle penali dovrà pensarci la Magistratura) che vanno imputati anche al Cda e al Collegio dei revisori dei conti (oltre che al gruppo dirigente operativo in Banca: Direzione, ecc.)?
  • Quali sono le garanzie concrete per salvaguardare il tessuto, importantissimo in una banca del territorio, delle decine e decine di migliaia di piccoli imprenditori, di risparmiatori, di dipendenti e di famiglie che hanno rappresentato la vera forza della Popolare vicentina e la sua ragion d’essere?
  • Quali sono stati gli intrecci con la gestione della Fondazione Roi?

La gestione della Fondazione Boso Roi, della quale Zonin è attualmente presidente, è uno degli aspetti che va chiarito fino in fondo soprattutto nei rapporti finanziari con la Banca Popolare di Vicenza.
La volontà espressa dal Marchese Roi era diretta a far sì che il suo patrimonio fosse la garanzia per lo sviluppo dei musei vicentini. Essendo questa Benemerita Fondazione economicamente soggetta alle perturbazioni della Banca Popolare, va chiarito con la massima puntualità quale sarà il suo destino prossimo futuro sia sotto la visuale economica sia sotto quello dirigenziale.
E’ evidente che la premessa per poter voltare pagina è l’assoluta chiarezza sul passato. Non è accettabile che si mettano pietre tombali sopra i fatti, le scelte, le manchevolezze (forse i reati, se la Magistratura li accerterà) delle quali è lastricato il percorso della Popolare vicentina.

I soci hanno diritto di conoscere bene le risposte a tali domande e hanno diritto di poter essere rassicurati che il trauma della BPV non calerà come una scure soprattutto su tutti loro e soprattutto su quelli più piccoli, ma che saranno effettuate tutte quelle iniziative dirette a far sì che possa avviarsi un processo di rinascita positiva.

Chi si candida a gestire il futuro deve rispondere prima di fare ogni altro passo.
Deve farlo con chiarezza e trasparenza per il bene della nostra Comunità ferita.

La Redazione

 

 

 

 

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