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Migranti/3: l’ottica lunga pretende immediate politiche migratorie

migranti3E’ l’ottica lunga che pretende politiche a breve

Diceva noto personaggio ben più importante di noi che nell’ottica a lungo termine saremo tutti morti.

Scherzo, ma mica tanto. A breve vincono i Paesi che sono ricchi, a medio quelli capaci di investire nelle risorse umane e nella innovazione (avendone le risorse), a lungo i Paesi che hanno più fame.

È’ ovvio che anche questa è una rappresentazione da un tanto al chilo, anche perché la vittoria a lungo termine prevede ipotesi a forchetta: conquista tendenzialmente pacifica, con l’integrazione e le intelligenze, o conquista cruenta.

Ma se il finale sarà quello – e la stessa evoluzione demografica dice che quello sarà – è più che mai necessario sviluppare una politica migratoria chiara e adeguata fin da subito (e siamo già terribilmente in ritardo) senza attendere improbabili accordi a livello europeo o mondiale.

Una politica che accolga i rifugiati, che permetta entrate diverse solo su chiamata (clandestini ce ne saranno sempre ma non in termini alluvionali e dovranno sapere di poter essere espulsi), che permetta di concentrare gli sforzi sulla nostra crescita e sul sostegno delle economie dei paesi di partenza.

L’alternativa, nella incapacità della risposta a breve, sarà data da un progressivo irrobustirsi delle tensioni sociali, delle risorse necessarie all’accoglienza, delle disparità con i cittadini italiani in difficoltà.

Come abbiamo già iniziato a fare, anche l’Italia andrà a irrobustire il flusso dei migranti.

Dino Menarin

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